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A Taranto continua la strage: è tempo di una nuova politica

| Alessandra Bocchi |

600 bambini nati con malformazioni congenite tra il 2002 e il 2015 a Taranto: è questo il numero riportato nel Rapporto di Valutazione del Danno Sanitario dello stabilimento siderurgico ArcelorMittal Italia, ex Ilva, di Taranto.  

Il rapporto però, presentato nel dicembre 2018, con i dati dell’indagine epidemiologica Sentieri dell’Istituto Superiore di Sanità su Taranto, non è stato ancora reso pubblico.

Cosa sta aspettando il governo e perché la decisione di rinviare la presentazione dello studio dal 21 maggio scorso al prossimo 4 luglio?

Nel gennaio 2019 la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo ha accolto i ricorsi, presentati nel 2013 e 2015, da 180 cittadini che vivono o sono vissuti nei pressi dello stabilimento siderurgico di Taranto, e ha condannato l’Italia per non aver tutelato il diritto alla salute dei cittadini. La condanna riguarda i governi che dal 2010 (governi Berlusconi, Monti, Letta, Renzi e Gentiloni) hanno sempre rinviato il rispetto dei vincoli ambientali.

Ma anche il governo attuale non sembra affatto occuparsene.

Lo scorso 29 aprile 2019, durante l’audizione delle associazioni ambientaliste sul caso Ilva infatti,  il professore Alessandro Marescotti, rappresentante di Peacelink (associazione di volontariato pacifista impegnata a Taranto nel contrastare l’inquinamento industriale), ha contestato i dati forniti l’8 settembre 2018 dall’onorevole Di Maio, ministro dello Sviluppo economico, che garantiva la riduzione del 20% delle emissioni nocive degli stabilimenti attraverso l’installazione di tecnologie idonee; Marescotti ha precisato inoltre che, non solo non c’è stata una riduzione, ma un aumento del 23% delle emissioni di polveri sottili, del 32% di quelle ultra sottili e un aumento del 92% degli idrocarburi policiclici aromatici e che questi sono cancerogeni.

Ricordiamo che, secondo gli esperti, tra il 1998 e il 2010 sono morte 386 persone a causa delle emissioni, 174 negli ultimi sette anni per gli altissimi livelli del Pm 10;
che i bambini continuano ad ammalarsi, che tantissimi operai e impiegati dello stabilimento sono morti per patologie tumorali e neurologiche. E che i medici hanno stabilito una connessione tra i decessi e le malattie tumorali derivanti dall’inquinamento prodotto dallo stabilimento siderurgico.

La voce dei cittadini, la maggior parte sono genitori di bambini morti o malati, continua con determinazione a denunciare la dolorosa e inaccettabile situazione: lo scorso venerdì 3 maggio, nella sala stampa della Camera dei deputati, hanno segnalato la carenza delle strutture sanitarie per i bambini che si ammalano, nel reparto di oncoematologia pediatrica infatti sono disponibili solo 3 posti letto per 40 bambini che necessitano di cure; il 04 maggio 2019 un corteo di 2mila persone ha manifestato per la difesa della salute nelle strade di Taranto.

Cosa sta aspettando il governo italiano?

Come Movimento 3V siamo al fianco dei cittadini e dei genitori che stanno lottando per proteggere le loro famiglie. Sono queste le azioni determinanti per poter ridare senso alla nostra realtà: azioni coraggiose, consapevoli del valore della vita umana. Di fronte a governi che si passano mandati ma che non vogliono vedere e che non si occupano dei cittadini e del loro bene, abbiamo maturato la decisione di rifondare una nuova politica: una politica che ha come priorità la tutela della salute.

L’Ilva va chiusa, non c’è altro da dire.

Presidente M3V
Alessandra Bocchi

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