Dagli attuali 6 volt/m a 15 volt/m?

“Si passa dagli attuali 6 volt/m ai 15 volt/m. Cosa che potrebbe far schizzare il valore a 40-50 volte l’attuale. Con interessi delle multinazionali fino a 4 miliardi di euro… Considerando l’ammortamento notturno, potremmo essere esposti a qualcosa che in Italia si è verificata con il caso di Radio Vaticana, una situazione talmente grave da generare uno studio epidemiologico che ha rilevato oltre 200 casi di morte per linfoma, leucemia e altri tumori”.
Questi alcuni stralci dell’intervista a Maurizio Martucci, giornalista e portavoce nazionale di Alleanza Italiana #Stop5G, pubblicata da Byoblu, riguardo l’innalzamento dei limiti di esposizione dei campi elettromagnetici.

Fonte:  https://www.byoblu.com/2023/10/27/elettrosmog-limiti-su-pericoloso-favore-a-lobby/

È infatti stato approvato l’emendamento 4.0.9. al Ddl Concorrenza firmato dal Senatore Pogliese di Fratelli d’Italia (9a Commissione Permanente Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare), riformulato rispetto al precedente emendamento ritirato.

“1. Al fine di potenziare la rete mobile e garantire a utenti e imprese l’offerta di servizi di connettività di elevata qualità, senza pregiudizio per la salute pubblica, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, i limiti di esposizione, i valori di attenzione e gli obiettivi di qualità di cui all’articolo 4, comma 2, della legge quadro 22 febbraio 2001, n. 36 sono adeguati, secondo il procedimento ivi previsto, alla luce delle più recenti e accreditate evidenze scientifiche, nel rispetto delle regole, delle raccomandazioni e delle linee guida dell’Unione europea. Si applica il comma 3 dell’articolo 4 della legge n. 36 del 2001. 

2. Scaduto il termine di cui al comma 1, in assenza di specifiche previsioni regolamentari di adeguamento e sino a quando le stesse non saranno definitivamente adottate, i valori di attenzione e gli obiettivi di qualità di cui alle tabelle 2 e 3 del DPCM 8 luglio 2003, pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 28 agosto del 2003, n. 199, sono in via provvisoria e cautelativa fissati, per quanto attiene all’intensità di campo elettrico e a un valore pari a 15 V/m, per quanto attiene all’intensità di campo magnetico H a un valore pari a 0,037 A/m, e per quanto attiene alla densità di potenza D a un valore pari a 0,52 W/m2.”

Disegno di legge n.795, fonte: https://www.senato.it/leg/19/BGT/Schede/Ddliter/57288.htm

“Con l’approvazione dell’emendamento al Ddl Concorrenza che consente l’innalzamento dei limiti di esposizione ai campi elettromagnetici, finalmente l’Italia si muove nella direzione europea, recuperando ritardi decennali. Nel nostro Paese il limite di emissione per i campi elettromagnetici era fermo a 6 V/m, risultando il più basso tra quelli dell’Ue, tanto da frenare lo sviluppo delle reti 5G nelle aree urbane”. Ha dichiarato il Ministro delle imprese e del Made in Italy Urso. “Questa misura – ha proseguito – rappresenta una svolta importante per lo sviluppo del Paese: migliorerà infatti la connettività mobile sul territorio, garantendo una qualità di servizi superiore per i cittadini e consentirà alle imprese di diventare più competitive.”

Fonte: www.adnkronos.com/economia/made-in-italy-urso-entro-prossime-settimane-approvazione-ddl_50aXsIg38BAOMSA3mRiDUm#google_vignette

Oltre a Maurizio Martucci (t.me/MaurizioMartucci) di Alleanza Italiana #Stop5G (https://www.alleanzaitalianastop5g.it/), sono molte altre realtà a non essere in accordo con l’approvazione dell’emendamento.

Il presidente di Legambiente Stefano Ciafani ha dichiarato che “come ribadito da anni attraverso lettere alle Commissioni e ai parlamentari di tutte le forze politiche, petizioni e incontri pubblici non esiste nessuna ragione tecnica per innalzare i limiti elettromagnetici che secondo quanto proposto dalla maggioranza verranno portati da 6 a 15 V/m, tra l’altro senza alcun riferimento scientifico e senza fare un passo indietro sulle tecniche di misurazione. Siamo, infatti, l’unico Paese in Europa che misura i campi sulla media delle 24 ore invece che sulla media dei 6 minuti.  Si tratta di una scelta insensata che accontenta le richieste di parte dell’industria del settore, ma che può costituire un vero boomerang per lo sviluppo digitale nazionale oltre che potenzialmente pericolosa per la salute della popolazione, considerando che le ultime ricerche mettono ben in evidenza come gli attuali 6 V/m siano cautelativi. Al Governo e al Parlamento torniamo a ribadire l’importanza di aprire un tavolo di lavoro e di confronto per ragionare sulle possibili strategie da mettere in campo, per raggiungere gli auspicabili e fondamentali obiettivi di digitalizzazione del Paese, mettendo in primo piano la salute dei cittadini. Con questo innalzamento dei limiti rischiamo di aumentare il livello di allarme e conflitto sul territorio rispetto alla necessaria realizzazione delle infrastrutture per la nuova rete, a tutto svantaggio dell’obiettivo condiviso di superare il divario digitale che contraddistingue diverse aree del Paese”. “Il Governo si appresta a scegliere la strada più facile a danno della popolazione – aggiunge Katiuscia Eroe, responsabile energia di Legambiente –. Una scelta che non tutela affatto la popolazione da possibili rischi, e che serve solo a far risparmiare i grandi gestori che, secondo gli studi da loro stessi sostenuti, avrebbero dovuto spendere tra i 3 e i 4 miliardi di euro per reingegnerizzare e/o collocare oltre 24.700 antenne.

Fonte: https://www.legambiente.it/comunicati-stampa/limiti-elettromagnetici-il-governo-oggi-approvera-linnalzamento/

Dura anche la reazione del Vicepresidente della Camera dei Deputati Sergio Costa: “Un altro emendamento che, nel nome di una pseudo maggiore produttività, non tiene conto della salute dei cittadini. – commenta – È totalmente inaccettabile la modifica al Ddl Concorrenza che aumenta da 6 V/m a ben 15 V/m, su una media calcolata su 24 ore, la soglia dei campi elettromagnetici. Senza un approfondimento tecnico, senza tenere conto delle tante sentenze esistenti. È gravissimo. Da ministro dell’ambiente ritenni di dover applicare il principio di precauzione, non elevando i limiti. Principio che questo governo continuamente calpesta.”

Fonte: https://www.greenme.it/scienza-e-tecnologia/mobile/via-libera-innalzamento-limiti-campi-elettromagnetici-rischio-salute/

Il Governo si è inchinato alle pressioni del mondo delle telco, dimenticando i rischi di esposizione, a cui andrà incontro la popolazione“, ha commentato Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra.

Fonte: https://www.dday.it/redazione/47390/passa-lemendamento-per-alzare-i-limiti-elettromagnetici-i-contrari-gridano-ai-rischi-per-la-salute-ma-senza-motivo

Il 13 Giugno 2023 al Consiglio Regionale delle Marche è stata presentata la Mozione n. 368 dai Consiglieri Latini, Bilò dal titolo “Mantenimento dei limiti di esposizione ai campi elettromagnetici artificiali a radiofrequenza”. Scarica qui la mozione.

Il 6 Agosto 2023 i consiglieri Paruolo, Zamboni, Piccinini e altri hanno presentato al Consiglio della Regione Emilia Romagna una risoluzione per la conservazione dei limiti di legge per la radiofrequenza. Scarica qui la risoluzione.

Il 7 Agosto 2023 i consiglieri Dmitrij Palagi e Antonella Bundu di Sinistra Progetto Comune del Comune di Firenze hanno presentato una loro mozione per la conservazione del limite di 6 V/m per i luoghi dove si permane per più di 4 ore. Scarica qui la mozione.

Il 6 Settembre 2023 i Consiglieri del Veneto Zanoni e Bigon hanno presentato la Mozione n. 469 per la conservazione degli attuali limiti di legge per la radiofrequenza. Scarica qui la mozione.
Fonte: https://www.infoamica.it/6×6/

Il 30 ottobre il Consigliere Ugo Rossi ha presentato una mozione al Comune di Trieste (https://t.me/MaurizioMartucci/1845). 

Come 3V ribadiamo la nostra contrarietà all’innalzamento dei livelli consentiti di esposizione elettromagnetica e invitiamo le nostre istituzioni a fare marcia indietro, di fronte a una questione così rilevante per la salute pubblica.

Siamo per il principio di precauzione a salvaguardia del benessere degli individui e della collettività. L’economia e il profitto devono essere sempre posti in secondo piano dinanzi alla tutela della vita.

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