Guida alla ripresa scolastica

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A cura del Gruppo Scuola Educazione Famiglia 3V

Aggiornato al 11/09/2020

Introduzione

Sosteniamo la libera scelta in tutti i campi, una libera scelta che deve essere guidata dalla conoscenza e da una giusta riflessione.  Invitiamo tutti a studiare approfonditamente le possibilità che abbiamo di fronte per poi decidere con coerenza e nel rispetto della vita, dei suoi principi e della sua direzione.

Abbiamo raccolto delle informazioni specifiche raggruppandole per le diverse categorie di persone coinvolte nel settore scuola-educazione-famiglia, per agevolare la libera scelta dei singoli, scelta che non può prescindere da una completa informazione.
In coda al documento si trova una importante bibliografia per gli approfondimenti.

Cogliamo l’occasione per sottolineare che l’emergenza che riguarda la scuola al giorno d’oggi è certamente su due piani: uno attuale o contingente, legato alla gestione del coronavirus, e uno strutturale legato alla didattica.

In relazione al problema attuale si rischia di imporre contromisure non in linea con le esigenze pedagogiche, didattiche nonché evolutive degli studenti, soprattutto quelli di più giovane età:  a questo punto occorre interrogarsi sull’adeguatezza di contromisure che pongono in rotta di collisione le esigenze sanitarie con quelle didattiche ed evolutive.

E’ davvero possibile che tali contesti possano rivelarsi in contrasto reciproco o che l’uno o l’altro possano risultare mal interpretati?

In relazione al problema strutturale occorre ribadire la necessità di una didattica che proceda in direzione corrispondente alla natura umana, un metodo fondato sulle conoscenze scientifiche nei settori psicologico, pedagogico, delle neuroscienze e biologico.

Occorre perciò un nuovo modo di fare pedagogia prendendo le mosse dalla consapevolezza che i diversi aspetti funzionali dell’essere umano, in particolare quello della salute e quello evolutivo, non possono rivelarsi in reciproco contrasto.

In base a queste premesse vogliamo incoraggiare tutti a fare scelte consapevoli e a non sentirsi soli.

Ai genitori

Il 14 settembre si rientrerà a scuola…ma come? E in che scuola?

In questo momento sono state emanate delle linee guida generali sul “rientro in classe in sicurezza” ma non in tutte le scuole ci saranno le stesse modalità; questo a causa della differenza di grado (infanzia, primaria, secondaria di I e II grado), della tipologia di edilizia scolastica, del numero di alunni per classe, etc.  All’inizio dell’anno scolastico verranno prospettate le regole che gli alunni dovranno seguire e le modalità di didattica utilizzata.

Ai genitori che scelgono la scuola pubblica o paritaria diamo sostegno aiutandoli ad avere il maggior numero di informazioni possibili.  Siamo del parere che sia molto importante cercare un dialogo con le varie figure professionali presenti nella scuola, a partire dal Dirigente Scolastico, al fine di garantire una piena esperienza educativa ai bambini e ai ragazzi.

Ci teniamo ad informare i genitori che le autocertificazioni sullo stato di salute o contenenti dati medici non vanno compilate, perché illegali secondo la legge 445 sulle autocertificazioni.  Anche qualsiasi patto di corresponsabilità non va considerato obbligatorio e si può correggere e modificare prima di firmare.

Ma questa non è l’unica possibilità:  in Italia è possibile delegare l’istruzione dei nostri figli oppure ci si può prendere cura in prima persona di questa incombenza optando per l’istruzione parentale. L’educazione dei nostri figli era ed  è una nostra responsabilità e scegliere la strada che meglio ci permetta di preservare il bene dei nostri figli continua ad essere un nostro diritto.

Per scegliere l’istruzione parentale è importante conoscere la normativa ed avere spirito di iniziativa.  Occorrerà organizzare in autonomia il programma di istruzione, sulla base delle necessità e inclinazioni della famiglia e dei bambini/ragazzi, al fine di raggiungere i traguardi delle competenze delle indicazioni ministeriali del curriculum del 2012 o per il superamento dell’esame di maturità.

Prendere una decisione come questa al giorno d’oggi può non sembrare facile, per questo vogliamo aiutare i genitori con informazioni utili e rendere questa decisione più fattibile.

Mettiamoci realmente in ascolto con i nostri figli, ripartiamo da loro, mettendoli realmente al centro delle nostre vite e della scuola, per riscoprire le nostre priorità.

Le nostre paure e il nostro stato d’animo influenzano i nostri figli, che ci guardano e sanno cogliere sempre ciò che è dentro di noi nel profondo.

Se siamo consapevoli, possiamo fare la differenza.

A insegnanti, educatori, personale ATA

Agli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado diciamo che possiamo assecondare la misure di contenimento del virus, oppure possiamo aumentare il nostro grado di informazione e conoscenze prima di sottoporci a qualsiasi tipo di trattamento.  Ma ciò che riteniamo imprescindibile dal ruolo di docente è educare con amore e nel rispetto dell’unicità e dell’interezza della persona.

Come educatori cerchiamo di promuovere nel nostro piccolo, nella quotidianità del nostro vivere nella scuola, insieme ai bambini, agli insegnanti e ai genitori, una presenza nuova, più attenta ai bisogni non solo del bambino che seguiamo, ma anche di quelli della classe.  In un momento come questo, di grandi difficoltà per tutti, fare squadra, sostenerci a vicenda e comunque nutrire il più possibile ciò che c’è di bello, buono e vero nella scuola, può fare la differenza.

I bambini non devono temere di avvicinarsi al compagno in difficoltà.  Le distanze le creiamo e le alimentiamo soprattutto noi adulti.  E ancora, togliamoci di dosso, oggi ancora di più, quello sguardo diagnostico e di medicalizzazione, che mette l’accento soprattutto sui sintomi, le difficoltà, piuttosto che sulle potenzialità e capacità.

Attraverso materie curriculari quali ed. Civica oppure con la promozione di progetti specifici, gli insegnanti possono promuovere l’educazione alla prevenzione, trattando argomenti quali alimentazione, esposizione alla luce solare, movimento, benefici della risata, del contatto, della musica etc.  Attraverso attività come filosofia per bambini, assemblee di classe, educazione alla lettura, gli insegnanti possono far vivere ai bambini e ai ragazzi momenti di benessere e riflessione, suscitando domande, seminando dubbi, coltivando pensiero divergente, per facilitare il superamento anche personale di questo periodo difficile.

Ai dirigenti scolastici

Ai Dirigenti Scolastici chiediamo, nel rispetto del difficile ruolo che in questo momento ricoprono di utilizzare l’autonomia scolastica per portare avanti una Scuola come definita dalle Indicazioni Nazionali del 2012:

“…Le finalità della scuola devono essere definite a partire dalla persona che apprende, con l’originalità del suo percorso individuale e le aperture offerte dalla rete di relazioni che la legano alla famiglia e agli ambiti sociali. La definizione e la realizzazione delle strategie educative e didattiche devono sempre tener conto della singolarità e complessità di ogni persona, della sua articolata identità, delle sue aspirazioni, capacità e delle sue fragilità, nelle varie fasi di sviluppo e di formazione. Lo studente è posto al centro dell’azione educativa in tutti i suoi aspetti: cognitivi, affettivi, relazionali, corporei, estetici, etici, spirituali, religiosi. In questa prospettiva, i docenti dovranno pensare e realizzare i loro progetti educativi e didattici non per individui astratti, ma per persone che vivono qui e ora, che sollevano precise domande esistenziali, che vanno alla ricerca di orizzonti di significato….”

“…La scuola perseguirà costantemente l’obiettivo di costruire un’alleanza educativa con i genitori. Non si tratta di rapporti da stringere solo in momenti critici, ma di relazioni costanti che riconoscano i reciproci ruoli e che si supportino vicendevolmente nelle comuni finalità educative. La scuola si apre alle famiglie e al territorio circostante, facendo perno sugli strumenti forniti dall’autonomia scolastica, che prima di essere un insieme di norme è un modo di concepire il rapporto delle scuole con le comunità di appartenenza, locali e nazionali. L’acquisizione dell’autonomia rappresenta un momento decisivo per le istituzioni scolastiche. Grazie a essa si è già avviato un processo di sempre maggiore responsabilizzazione condiviso dai docenti e dai dirigenti, che favorisce altresì la stretta connessione di ogni scuola con il suo territorio…”

“…La piena attuazione del riconoscimento e della garanzia della libertà e dell’uguaglianza (articoli 2 e 3 della Costituzione), nel rispetto delle differenze di tutti e dell’identità di ciascuno, richiede oggi, in modo ancor più attento e mirato, l’impegno dei docenti e di tutti gli operatori della scuola, con particolare attenzione alle disabilità e ad ogni fragilità, ma richiede altresì la collaborazione delle formazioni sociali, in una nuova dimensione di integrazione fra scuola e territorio, per far sì che ognuno possa «svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale e spirituale della società» (articolo 4 della Costituzione)…”

Ai bambini e ai ragazzi

Ai bambini e ai ragazzi diciamo di aiutarci perché, come diceva il Piccolo Principe,

Tutti i grandi sono stati bambini una volta. (Ma pochi di essi se ne ricordano).

Quindi aiutateci a ricordare come stavamo da bambini…

Voi bambini e ragazzi, che sapete fare con poco e imparate sempre da tutte le situazioni in cui vi trovate, non smettete mai di farvi domande su quello che incontrate ogni giorno!

Ad esempio:  come è possibile che la gente ha iniziato ad avere paura di ammalarsi?
Forse si sono dimenticati che è importante mantenersi in salute!

Si sono dimenticati che il nostro corpo è come un mago e sa guarire da solo, quando è nelle giuste condizioni per farlo.  Come quando ci sbucciamo un ginocchio e poi viene la crosta e poi va via da sola e poi il nostro ginocchio è tornato normale…

Il nostro corpo è come un grande laboratorio in cui gli elementi vengono usati con saggezza per far fronte alle difficoltà e risolvere tutti i problemi.

E siamo noi a dover mettere il nostro corpo nelle giuste condizioni, per poter essere forte come un leone e recuperare le energie quando siamo stanchi.

Si sono forse dimenticati che una mela al giorno toglie il medico di torno?

Si sono dimenticati oppure non lo sapevano…

E forse non sapevano neanche che avere paura non è bello e non ci aiuta a stare meglio.

Bisogna che glielo ricordiamo un po’ a questa gente, che un sorriso vale molto di più che mille parole e che un abbraccio può farci sentire meglio!

È come nelle fiabe:  finisce sempre con “e vissero tutti felici e contenti.

Ma perché?  Ci sarà un perché se tutti vissero sempre felici e contenti, no?

Oppure era meglio se vivevano tutti nella paura dell’orco che sarebbe tornato?

Noi vogliamo che i problemi vengano risolti e che tutti stiano bene.

Ricordiamoci sempre che dobbiamo aiutarci a vicenda!

E chiediamoci sempre il perché!

Bibliografia utile

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