HIKIKOMORI: stare in disparte

È dietro il forte senso di inadeguatezza che si nasconde la decisione volontaria di non uscire più dalla propria stanza.

Potrebbe essere riassunto così il fenomeno dei cosiddetti Hikikomori, temine che giunge a noi da oltreoceano con il significato “stare in disparte” ed è il Giappone con i suoi 500.000 casi accertati (ma secondo le associazioni che se ne occupano potrebbero arrivare addirittura a un milione, cioè l’1% dell’intera popolazione nipponica) che per primo inizia a occuparsene.

Ma quali sono i numeri in Italia di questo fenomeno ancora poco conosciuto? A rivelarlo è stato uno studio condotto dall’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Cnr-Ifc) che ha stabilito come siano più di 50mila (marzo 2023) gli adolescenti nel nostro Paese che vivono esclusivamente fra le quattro mura della propria camera, l’età che si rivela maggiormente a rischio per la scelta di questo ritiro dalla società è quella che va dai 15 ai 17 anni, con un’incubazione delle cause del comportamento di auto-reclusione già nel periodo della scuola media.
Fonte:
https://www.ifc.cnr.it/index.php/it/news/875-il-fenomeno-dell-hikikomori-e-oggetto-del-nuovo-studio-epidemiologico-ifc

Di cosa si tratta? Gli hikikomori sono ragazzi intelligenti ma caratterialmente timidi e introversi che di fronte alle difficoltà della vita preferiscono chiudersi a riccio isolandosi. Secondo la ricerca partita dallo studio Espad Italia (European School Survey Project on Alcohol and Other Drugs), le cause dietro al ritiro sociale di questi ragazzi però non sono da ricercare in episodi di bullismo ma ci sarebbe proprio una fatica nel comunicare con i propri coetanei che porta alla frustrazione e anche a una auto-svalutazione. Il fenomeno sembra quindi più legato all’ansia da prestazione, tipica dell’attuale società della performance, ed è per questo che scelgono come unico legame con il mondo esterno il computer e Internet!

Il dato che sorprende di più forse però riguarda il sentimento di abbandono che percepiscono anche da parte della loro famiglia: uno su 4 sostiene che i genitori abbiano accettato questa condizione senza porsi troppe domande: “Questo è un dato che ha lasciato tutti amareggiati: i genitori sembrano non rendersi conto di quanto stare chiusi in casa tra i 15 e i 19 anni non sia normale ma qualcosa che dovrebbe essere considerato come un campanello d’allarme – spiega la Dottoressa Sabrina Molinaro, dirigente di ricerca del Cnr-Ifc – in questo forse il Covid ha influito, l’81,6% dei Dirigenti ha spiegato che nell’anno scolastico 2020-2021 vi è stato almeno uno studente coinvolto nel fenomeno della dispersione scolastica, mentre il 26,7% ha affermato che almeno uno studente è stato coinvolto nel fenomeno dell’isolamento sociale, forse i genitori si sono abituati ad avere ragazzi sempre in camera, anzi paradossalmente per il genitore è tranquillizzante saperli in casa

Insomma, la popolazione adulta di riferimento alla quale questi ragazzi mandano silenziosamente un segnale di allarme sembra impermeabile al grido d’aiuto. “Sicuramente tapparsi gli occhi non serve, dobbiamo imparare a conoscere le fragilità dei nostri figli, che sono diverse da quelle che abbiamo incontrato noi. Di base c’è sempre l’insicurezza tipica della fase adolescenziale ma ora tutto tende esponenzialmente ad amplificarsi con il web”.

Non è nostra intenzione lanciare un’accusa generalizzata verso i genitori, tralasciando casi di effettiva superficialità, è evidente che spesso questi ultimi si trovino da soli a fare da contrappeso a un mondo ricco di modelli sociali frivoli, dove l’unicità dell’individuo è appiattita dai diktat proposti da influencer e Instagrammer, dove l’essere parte attiva della società si conta con like o follower.

Tutto ciò causa nei giovani quel senso di inadeguatezza e ansia tale da spingerli ineluttabilmente in quel mondo virtuale da cui con molta probabilità vorrebbero fuggire (senza riuscirci) e nel quale difficilmente si possono esprimere in modo concreto con il proprio essere, perdendo così il senso della realtà e del vivere con la spensieratezza che ci sia aspetta a quell’età.

I ragazzi che si ritirano dalla società per la maggior parte del tempo giocano ai videogiochi, le ragazze invece dichiarano che la principale attività che svolgono quando sono in casa è dormire. Gli studenti che si sono isolati per più di sei mesi hanno detto che socializzare con altre persone crea loro ansia ma il 31% ha detto di non avere amici stretti e il 13,7% si dice solo.

Ci dovrebbe sorprendere ma così non è, scoprire che non sono solo i ragazzi a diventare Hikikomori, ci sono anche persone adulte che sperimentano questo senso di isolamento, magari non possono essere veri e propri Hikikomori perché per mantenersi devono lavorare ma escluso lo stretto e indispensabile, come uscire per andare in ufficio, vivono comunque ritirate dalla società.

Delle problematiche della solitudine digitale ne avevamo parlato in questo articolo:
GENERAZIONE DIGITALE

3v e la generazione digitale

Nell’articolo avevamo scritto che il compito per i genitori è arduo, ci teniamo a sottolineare che per quanto arduo non è impossibile. Riscoprire la famiglia in senso tradizionale, con i suoi momenti di intimità, è importante perché serve a condividere con i figli i valori che hanno reso voi genitori forti, scoprire lo stato d’animo dei figli e vedere con sensibilità genitoriale gli ostacoli che devono affrontare.

Se un figlio o una figlia si isola “per scelta” è il momento di agire. Per conoscere meglio il problema vi consigliamo di visitare il sito: https://www.hikikomoriitalia.it/2022/11/blog-post.html

Troverete un questionario quantitativo che sia in grado di identificare i sintomi dell’isolamento sociale volontario, anche nelle sue fasi più precoci.

3V si impegna a mantenere alto il livello di attenzione verso le nuove generazioni. Il futuro va salvaguardato fin dalla nascita, innanzitutto uscendo dal pensiero unico che emerge prepotente dai mezzi di comunicazione di massa, dai social e troppo spesso dalle stesse istituzioni.

L’obbiettivo resta per 3V sempre quello di creare benessere per ogni essere umano.

Come partito il compito numero uno è quello di informare i cittadini, creare consapevolezza attraverso conferenze e attività nei territori, siete tutti invitati a recarvi ai nostri banchetti per aprire dei confronti e fare domande. Insieme possiamo intraprendere il cammino alla ricerca della verità e contrastare le metodologie che rendono gli “idilliaci” obiettivi dell’Agenda 2030 uno strumento di controllo delle generazioni future!

Scarica l’articolo

Segui i nostri social:    

Unisciti all’onda di chi non si rassegna, non dimentica, non si arrende alla follia sociale, ma afferma e afferma ancora una nuova concezione della vita, dell’umanità e, quindi, della politica!

Aderisci ora!

Un laboratorio, una scuola, una fucina di idee dove forgiare concretamente e insieme la nuova politica, perché vogliamo essere la nuova politica e costruire con le nostre mani la comunità in cui crediamo.

Scopri i prossimi appuntamenti!

Sostieni il nostro partito! Il tuo contributo verrà impiegato per diffondere le nostre campagne, organizzare manifestazioni e, attraverso le elezioni, irrompere nelle istituzioni!

Sostienici

Contro la falsa lotta all’evasione, contro la moneta elettronica, in difesa dell’economia di persone reali, nasce l’iniziativa di solidarietà #ioPagoInContanti

Sostieni la campagna

17 ragioni di medici e scienziati che ci convincono a non vaccinarci per il Covid-19. Leggi gli studi e le fonti su: #ioNonMiVaccinoPerché

Sostieni la campagna

Il partito politico 3V opera con il solo intento di perseguire il bene comune, cioè il benessere di tutti i cittadini, in armonia con l’ambiente e con ogni forma di vita. Leggi la nostra visione