I nostri figli non sono cavie. No alla sperimentazione pediatrica

3V denuncia fortemente la sperimentazione in atto sui ragazzi e i bambini.

I nostri figli vengono usati come cavie da laboratorio per testare gli pseudo vaccini anti Covid. Vogliamo proteggere il nostro futuro. Basta con la dittatura sanitaria imposta da scelte politiche contrarie alla vita.

Leggiamo da diverse testate giornalistiche che è in arrivo l’ok degli organi competenti per l’inoculazione del siero dai 12 anni in su, da compiersi a settembre all’interno degli ambiti scolastici. (1)    Inoltre alcuni infettivologi stanno puntando il dito pure contro tutti i bimbi sotto i 12 anni. Questo comporterebbe di trasformare in delle cavie i componenti della comunità studentesca e la scuola diventerebbe così un presidio sanitario.

Siamo cavie

I vaccini contro il Covid attualmente in uso in Italia, di marca Pfizer, Moderna e Astrazeneca, hanno ricevuto “l’autorizzazione all’immissione in commercio subordinata a condizioni”, non sono quindi stati ancora approvati in via definitiva e al momento mancano molti dati sulla sicurezza e sull’efficacia che, soprattutto nel medio e lungo termine, di fatto verranno ottenuti dopo un largo uso sulla popolazione, come confermato anche dal simbolo di sottoposizione a monitoraggio addizionale apposta nel bugiardino.

Ai nostri occhi questa operazione porta a concretizzare una crudeltà nella crudeltà.  Visto che già sperimentare delle terapie geniche sugli adulti è una efferatezza, fare questa sperimentazione sui bambini è ancora più brutale, e diventa un vero e proprio abominio verso la vita in tutte le sue forme.

Inoltre, anche seguendo lo schema che i SìVax ci hanno propinato in tutte le salse, non è neanche necessario, visto che gli adulti e in particolar modo gli anziani vengono fatti vaccinare. È quantomeno paradossale rivolgersi alla categoria dei giovani, che non hanno in generale manifestazioni gravi della malattia da covid. Per cui non vi è logica nel dire sì a questi pseudo vaccini, casomai sono spinti dalla paura generata ad arte per lucrare sulle disgrazie altrui. Se uno ci riflette con la propria testa arriverà a trovare lo scopo che sta dietro questa operazione: vaccinare in maniera indiscriminata l’intera popolazione italiana.

Difendiamo i ragazzi

Ci opponiamo con forza al ricatto a cui siamo di fronte, un ricatto in cui si impone un obbligo in modo antidemocratico e subdolo, senza fornire un dibattito informativo, un sano contraddittorio, ma solo attraverso delle tecniche di convincimento.

I ragazzi sono stanchi della situazione creata dalle sbagliate disposizioni politiche.  Dopo mesi di lockdown e di misure restrittive sono allo stremo delle forze.  Al peggio non c’è mai fine: adesso viene loro impedito l’accesso alle informazioni necessarie per una scelta consapevole e ragionata; anzi vengono proposti sondaggi per carpire un loro parere favorevole alle vaccinazioni in età pediatrica o adolescenziale, sondaggi che vengono poi usati dai media per avvalorare la scelta del governo di imporre alla popolazione intera questa sperimentazione farmacologica. (2)

Ma vogliamo parlare di come si possa considerare valida una scelta fatta da bambini e ragazzi in merito a queste tematiche?  Loro non hanno l’età o la competenza per valutare a fondo i rischi o i benefici e tutte le sfaccettature e gli aspetti interconnessi con la dovuta lungimiranza e ponderatezza.

Queste dinamiche assomigliano molto a quelle della violenza e dello stupro sui minori, quando invece si considera sempre a priori che i minori non sono capaci di difendersi o di comprendere la situazione e decidere per sè.

Non è un caso, infatti, che sia stato messo un generale dell’esercito a capo di questa campagna vaccinale. La vista della sua divisa getta le persone più fragili in una condizione psicologica di sottomissione all’autorità e alla disciplina: vogliono imporci nella psiche uno stato di guerra permanente, che di fatto invece non esiste.

Tuttalpiù si dovrebbe meditare maggiormente il fatto che le cure per questa malattia esistono e sono efficaci, invece i protocolli di cura vengono rigettati in modo che il vaccino sia l’unica strada percorribile per ritornare alla “normalità”. Mentono sapendo di mentire: il Governo e i media continuano a spingere sulla linea del vaccino-terapia-genica, nonostante continuiamo ad assistere ai gravi eventi avversi conseguenti alle vaccinazioni, compresa la morte.

Infine, visto che si stanno valutando le cosiddette vaccinazioni anti covid per l’età evolutiva, si dovrebbe anche riflettere sulle molte problematiche riguardanti l’apparato riproduttivo emerse nelle donne vaccinate.

La maggioranza delle ragazze non è nemmeno al corrente di questi rischi, oppure possono percepire la preoccupante questione in modo molto limitato, ma il fatto è terribilmente grave perché non solo influenza la salute psicofisica delle giovani donne, modificando la percezione della loro propria fertilità, ma anche e soprattutto mina l’intera riproduttività della specie.

No alla vaccinazione scolastica

Per i diversi motivi suddetti e per quelli spiegati nella campagna #IoNonMiVaccinoPerché ribadiamo convintamente il no alla vaccinazione e in particolare a quella rivolta ai ragazzi e ai bambini.

3V si dissocia da questa politica avversa all’umanità, in migliaia abbiamo manifestato a Roma lunedì 17 maggio contro l’orrendo obbligo vaccinale, contro l’assurdo green pass e contro il deleterio slittamento del voto elettorale. Non è che l’inizio.

Desideriamo una politica rispettosa della vita e delle sue creature, desideriamo la Verità e la Libertà!

Il gruppo Scuola Famiglia Educazione 3V

Note

  1. Su Orizzontescuola.it in data 2 maggio 2021 leggiamo “Vaccino anti Covid, in sperimentazione per bambini e ragazzi. Cts: probabile ok in tempo per riapertura scuole”.
  2. Parla il direttore di scuola.net: con un sondaggio del sito Scuola.net somministrato a 5313 ragazzi fra gli 11 e i 30 anni emerge che l’80% dei ragazzi tra gli 11 e i 17 anni sono favorevoli alla sperimentazione.

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Lavoratori consapevoli 3V

La risposta di 3V agli operatori sanitari a rischio di obbligo vaccinale: diventare lavoratori consapevoli. Grazie a conoscenza e autodeterminazione è possibile esercitare responsabilmente la propria libertà di cittadini.

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Le 15 ragioni di medici e scienziati che ci convincono a non vaccinarci per il Covid-19. Leggi gli studi e le fonti su: #ioNonMiVaccinoPerché

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