IO PAGO IN CONTANTI

Contro la falsa lotta all’evasione, contro la moneta elettronica, in difesa dell’economia reale e non della finanza speculativa, nasce l’iniziativa di solidarietà

#IOPAGOINCONTANTI

Faremo acquisti nei negozi di chi applica lo sconto immediato a chi paga in contanti.

Pagare col bancomat significa:

  • Un grosso costo per il negoziante, che paga una commissione oltre alle tasse e alle difficoltà del momento;
  • un costo enorme per l’Italia: il POS è gestito dalla banca, così come il bancomat e le carte di credito con relativi costi a carico degli esercenti e privati; al contrario i contanti sono emessi e gestiti dallo stato in forma gratuita. Dietro la scusa della lotta all’evasione fiscale, si opprimono sempre di più le piccole attività, gli artigiani, i commercianti, mentre i grandi evasori e la malavita organizzata continuano a riciclare miliardi di denaro illecito, dalle isole Cayman ai paradisi fiscali, con un semplice click sul computer muovendo Bitcoin e criptovalute in totale anonimato senza bancomat e senza Pos!

Il commercio italiano rischia di fallire. La nostra società di negozi, artigiani e piccole medie imprese, di botteghe e di saperi, di professionisti e di creativi è a un passo dalla sua fine. Il governo facilita in ogni modo questo passaggio, movendosi verso l’abolizione del contante, operazione senza vantaggi e che apre inquietanti scenari di controllo sociale per via bancaria.

La moneta elettronica è nemica del commercio al dettaglio e dell’intera economia locale. Oltre a erodere il guadagno del negoziante e togliere denaro all’economia reale, attraverso i pagamenti elettronici consegniamo i nostri soldi al servizio di enti privati, servizio che può essere regolamentato e limitato a piacere. L’abbiamo già visto, sui servizi di conto corrente, con le limitazioni ai prelievi bancari.

La falsa lotta all’evasione fiscale è un palese pretesto per schiacciare i piccoli attori dell’economia italiana. I veri evasori sono le grandi società italiane con sede legale e fiscale all’estero e le multinazionali estere che stanno mettendo mano, giorno dopo giorno, sui gioielli italiani, non certo i piccoli commercianti e le PMI italiane, attaccate da un sistema di tassazione irrazionale, che disincentiva il fare impresa al punto tale da avere effetti deleteri sulle stesse entrate pubbliche.

Il Mes e il PNRR sono deleteri per l’economia e per il sistema Paese. Chiedendo in prestito denaro di cui il popolo è già proprietario, e che lo Stato avrebbe il dovere di creare, si indebita ulteriormente il Paese, sottoponendolo a condizioni che, se non rispettate, permetteranno la svendita di ulteriori eccellenze nazionali.
I fondi europei non sono spendibili in base alle reali necessità dell’economia, della sanità, dell’istruzione pubblica, ma allocati secondo un estremo piano di digitalizzazione e transizione tecnologica, che prevede di fatto la fine del sostrato economico italiano.
Perché usare il PNRR o il MES, ossia strumenti di debito in diritto estero, quando l’Italia ha oltre il doppio del valore del debito esistente ii risparmio privato delle famiglie? Risparmio che spesso viene gestito male e con l’assunzione di rischi elevati da parte dei cittadini.
Ricorrere a questi meccanismi da parte del Governo, è di fatto tradire gli interessi del popolo, che dietro garanzie e rendimenti adeguati sarebbe ben lieto di finanziare lo Stato Italiano.
In sostanza perché una famiglia (la nostra Italia) con tanto risparmio si deve rivolgere agli usurai internazionali per finanziarsi?

A novembre 2023 è iniziata la sperimentazione dell’euro digitale che durerà 2 anni. L’euro digitale, che si propone come valuta identica all’euro in banconote e monete, sarà a tutti gli effetti un mezzo di pagamento totalmente tracciabile e controllabile.
Siamo stati abituati in questi anni alla privazione delle libertà, pezzo dopo pezzo, giustificate dall’emergenza sanitaria.
Cosa, o chi, vieterà di controllare come spendiamo i nostri soldi e di bloccarci nel momento in cui i nostri acquisti non rispetteranno i canoni imposti dall’emergenza climatica?
Dal momento in cui l’euro digitale verrà adottato come unico sistema di pagamento è possibile ipotizzare che i nostri acquisti verranno permessi o meno a seconda del consumo di CO2?
I cittadini si ritroveranno obbligati a una contrazione delle spese con grave danno economico per chi vive nel settore del commercio. L’unica certezza è che con l’euro digitale non avremo più i nostri soldi in tasca e forse non saremo nemmeno più liberi di spenderli come vogliamo.

Abbiamo 2 anni di tempo.
Siamo tutti coinvolti, protagonisti e responsabili del futuro che costruiamo insieme. Il crollo dei piccoli commercianti o delle PMI lo paghiamo già ora, e lo pagheremo sempre più, e non colpisce solo i commercianti ma la popolazione tutta in termini di disoccupazione o lavoro precario, con conseguente continua erosione dell’economia italiana.

La cura di questa situazione sarà l’azione istituzionale del Partito 3V.

La risposta immediata che tutti possiamo dare, adesso, ha un nome:

#iopagoincontanti

Per aderire basta applicare la locandina distribuita ai banchetti 3V, oppure chiedere il file per la stampa scrivi a: comunicazione@movimento3V.it

Il partito politico 3V opera con il solo intento di perseguire il bene comune, cioè il benessere di tutti i cittadini, in armonia con l’ambiente e con ogni forma di vita. Leggi la nostra visione