Il 7 dicembre abbiamo partecipato al primo incontro organizzato dai Custodi del Territorio, una mattinata di formazione divisa in due parti per affrontare il tema “Come monitorare la salute degli argini”.
La mattina, nel corso della parte teorica, è stato illustrato:
– cosa andare a osservare lungo i fiumi per capire se un argine è sano o meno e quindi cos’è che ti può far arrivare l’acqua in casa se abiti lì vicino;
– individuate le criticità dell’argine, quali puoi segnalare a chi deve fare i lavori;
– quali le modalità più ficcanti per comunicare tali segnalazioni alle amministrazioni.
Dobbiamo sempre tenere a mente che ci stiamo rivolgendo ad amministrazioni che, da 10 anni almeno, sanno quali lavori occorre fare, che hanno ricevuto i fondi economici per farli, ma che non solo non hanno svolto i lavori… non contenti hanno addirittura restituito i soldi!
Dalla teoria alla pratica, nella seconda parte della mattinata abbiamo fatto una passeggiata lungo il fiume per osservare e “toccare con mano” le diverse criticità degli argini.
Questo è il metodo del comitato “Custodi del Territorio”: formare i cittadini, fornire il metodo e gli strumenti per far valere la propria voce presso le Istituzioni, attuare un sistema di segnalazione che potrà valere ai fini di autotutela in caso di mancato intervento.
A Faenza, coincidenza vuole lo stesso giorno, si sono riuniti per un corteo altri comitati “sensibili” allo stesso tema e lì abbiamo visto il “meglio”!
Già quando senti parlare di “comitati riuniti” puoi cominciare ad annusare l’aria e sentire l’odore di comitati “infiltrati” (da una variegata serie di appartenenze), addomesticati (tra loro marciava un sindaco di questi paesi alluvionati e l’altro aspettava in piazza) e sentire palpabile la scia funzionale al sistema.
Questo corteo di comitati riuniti si è presentato arricchito da gruppi della CGIL, della Lega Ambiente, e (udite! udite!) persino dal Comitato Studentesco per la Palestina (!?) e dal Collettivo di Genere (!?!?).
Emblema dell’infiltrazione funzionale al sistema è stato il cartello in mano a una manifestante che, facendo eco allo striscione che apriva il corteo “Per la Romagna alluvionata e la resistenza climatica”, citava: “Fermiamo il cambiamento climatico“!
Questo era il vero obiettivo della mega kermesse dei “comitati addomesticati”: gridare a gran voce che dobbiamo fermare il cambiamento climatico e che il Governo deve fare qualcosa!
Come se poi a livello a livello locale andasse tutto bene…
Perché nessuno ha contestato o almeno coinvolto in un dibattito i due sindaci presenti?
È necessario osservare e riflettere sullo svolgimento degli avvenimenti, trarre delle considerazioni e portare spunti di riflessione.
Credo che ci sia un mix di ingenuità patetica unita a una disonestà intellettuale veramente da campionato del mondo quando si parla di fronteggiare (e già non diciamo più fermare) il “cambiamento climatico”.
Di “cambiamento climatico” coloro che sono al governo di questa regione ci parlano da almeno vent’anni, nel mentre non si capisce cosa abbiano fatto in questi vent’anni per fronteggiarlo, qualunque cosa loro intendano per “fronteggiare il cambiamento climatico”.
Alla fine il meccanismo che osserviamo è sempre rigorosamente lo stesso:
da una parte un gruppo di persone che governa il territorio, raccontando le storie più improbabili per giustificare qualunque azione sia stata portata avanti in evidente contrasto con il bene della popolazione, e dall’altra una massa che non chiede altro che essere manipolata da chi questo mestiere lo sa fare molto bene.
Ci chiamiamo 3V – Verità e Libertà e non possiamo che prendere nota della quantità di bugie che vengono utilizzate per gestire il potere e diffonderle per raggiungere chi ancora il cervello sufficientemente funzionante e libero, affinché possa raccogliere queste informazioni e usarle per rimanere una persona Libera.

3V è l’unico partito politico che chiede verità e mette al centro di ogni azione politica il benessere e la salute dell’essere umano. La nostra forza è la lotta senza sosta per la libertà, per il bene comune e per la dignità umana, senza odio e senza violenza: qualcosa che questo sistema non può prevedere, né capire né controllare, proprio come il sasso che dalla fionda di Davide fece crollare il gigante Golia.
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