Lavoratori consapevoli 3V

Aggiornamento del 5 aprile 2021

La risposta di 3V agli operatori sanitari e a tutte le categorie a rischio di obbligo vaccinale: diventare lavoratori consapevoli. Grazie a conoscenza e autodeterminazione è possibile esercitare responsabilmente la propria libertà di cittadini.

1. Il Decreto Legge 44 del 1 aprile 2021

Il Decreto Legge n.44 del 01/04/2021 ha introdotto, all’articolo 4, “disposizioni urgenti in materia di prevenzione del contagio da SARS-COV-2 mediante previsione di obblighi vaccinali per gli esercenti le professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario”.
Come tutti i Decreti Legge emanati dal Governo, ai sensi dell’art. 77 della Costituzione, è un provvedimento provvisorio con forza di legge che perde efficacia sin dall’inizio, se non è convertito in legge entro sessanta giorni dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, cioè entro il 31 maggio 2021.
Il Parlamento dovrà quindi, entro quella data, deliberare sulla sua eventuale conversione in legge, potendone anche modificare il testo.

2. Obiezione attiva

Quello che suggeriamo è un percorso di obiezione attiva nel rispetto del consenso informato, dei principi sanciti dalla Costituzione Italiana (in particolare artt.13 e 32) e del principio di precauzione.

Abbiamo predisposto una lettera da personalizzare e utilizzare nella modalità più congeniale per il singolo caso. Non forniamo un modello standard in quanto ogni situazione è un caso a sé e soprattutto non vogliamo che ci siano eventuali risposte altrettanto “standard”.

Riteniamo necessario che la lettera venga inviata da chi:
a) ha ricevuto comunicazione scritta da parte del datore di lavoro/ordine professionale sui provvedimenti previsti dal DL 44
b) ha già un appuntamento per effettuare la vaccinazione. In questo caso la lettera sarà da inviare anche al medico di base, se in presenza di patologie o assunzione di farmaci.

La lettera va personalizzata, anche togliendo o aggiungendo domande, e a seconda delle singole situazioni può essere inviata ad uno o piu di questi interlocutori (a seconda di chi vi ha contattato):
– Ausl e/o
– datore di lavoro e/o
– ordine professionale e/o
– medico del lavoro e/o
– Regione

3. Differenze applicative

Come è capitato nel 2017, con la Legge 119/2017, per analogia, ci ritroveremo molto facilmente di fronte a scenari diversi e a situazioni eterogenee per modalità ed entità di comunicazioni e modalità operative, sia tra pubblico e privato, tra strutture sanitarie, tra Regioni.

Per questo motivo l’entità della risposta è da valutare in base all’entità della comunicazione che ricevete.

Riteniamo fondamentale utilizzare conoscenza e diritto per esercitare pienamente la libertà di scelta terapeutica.

4. Diffide

Al momento non riteniamo una soluzione efficace il ricorrere a diffide qualora non sia strettamente necessario perché in presenza di una violazione documentata.
La comunicazione che avete ricevuto dal datore di lavoro o dall’ordine professionale a cui appartenete non è sufficiente per attuare la sospensione o il demansionamento previsto al comma 8 dell’articolo 4 del DL 44.

5. Procedure da rispettare

Ci sono delle procedure da rispettare: è necessario che il passaggio dei dati tra datore di lavoro/Regione/Asl/ sia fatto nei tempi previsti (max 5 giorni + 10 giorni) e secondo modalità prestabilite.

La richiesta formale di fornire documentazione comprovante l’effettuazione della vaccinazione, l’omissione o il differimento della stessa, la presentazione della richiesta di vaccinazione o l’insussistenza  dei  presupposti per l’obbligo vaccinale deve arrivarvi dall’Azienda sanitaria locale di riferimento (comma 5): è Ausl il vostro interlocutore, non il datore di lavoro o l’ordine cui appartenete.

Eventuali pressioni da parte del datore di lavoro NON sono quindi legittime.

Non dovete sottoscrivere nessun modulo che vi venga sottoposto sul luogo di lavoro in cui vi viene chiesto di consentire o rifiutare la vaccinazione.

6. Cosa può succederti

Ricordatevi che al comma 8 dell’articolo 4 viene specificato: “il datore di lavoro adibisce il lavoratore, ove possibile, a mansioni, anche inferiori, diverse da quelle indicate al comma 6, con il trattamento corrispondente alle mansioni esercitate, e che, comunque, non implicano rischi di diffusione del contagio. Quando l’assegnazione a mansioni diverse non è possibile, per il periodo di sospensione di cui al comma 9, non è dovuta la retribuzione, altro compenso o emolumento, comunque denominato.”

Pertanto è prevista la sospensione temporanea dalla mansione esercitata qualora non ci sia possibilità di essere adibiti a diversa mansione dove non c’è rischio di contagio ma non il licenziamento.

L’eventuale sospensione (sia dall’ordine professionale che dalla mansione esercitata) è temporanea e al comma 9 dell’articolo 4 è stabilita fino al verificarsi di una delle seguenti condizioni:
a) Assolvimento dell’obbligo vaccinale da parte del lavoratore/professionista
b) Completamento del piano vaccinale nazionale
c) Non oltre il 31 Dicembre 2021

7. Tutela dei dati personali

L’obbligo a carico degli ordini professionali di invio alle Regioni dei soli nominativi iscritti ad un albo o dei lavoratori, previsto dal D.L. 44/2021, riguarda i meri dati identificativi di tutti gli iscritti all’albo, che sono dati peraltro già disponibili a chiunque in quanto presenti nell’albo professionale, e non riguarda dati relativi allo stato di salute dell’iscritto all’Albo.

Analogamente a quanto successo nel 2017 con la legge Lorenzin, il Garante per la protezione dei dati personali si era espresso ritenendo legittimo l’invio degli elenchi dei bambini iscritti a scuola.
Possiamo ipotizzare pertanto che anche in questo caso non ci siano osservazioni del Garante; per quanto riguarda invece la successiva restituzione dei dati inerenti lo stato vaccinale di ogni iscritto da parte delle Regioni agli ordini professionali e datori di lavoro, che conterranno dati sensibili, il decreto legge prevede al comma 4 che questo venga fatto “nel rispetto   delle   disposizioni   in   materia   di   protezione   dei   dati   personali”.  

E’ probabile che a breve una pronuncia del Garante definirà le modalità e soprattutto chi potrà trattare quei dati.

Al momento quindi è del tutto improprio formulare diffide che contestano presunte i violazione delle regole poste a tutela dei dati personali e della riservatezza individuale.

Tutti i dettagli su questo delicato tema sono esposti nella lista di FAQ pubblicate sul sito del Garante per la protezione dei dati personali: https://www.garanteprivacy.it/temi/coronavirus/faq#vaccini 

8. Aggiornamenti 3V

Queste indicazioni sono suscettibili di essere aggiornate nei prossimi giorni e nelle prossime settimane perché la situazione è in via di rapida evoluzione.

Abbiamo creato una chat Telegram “Lavoratori consapevoli 3V” per il sostegno ai dipendenti e la condivisione di documenti. Chi desideri partecipare può contattarci ad [email protected].


Il partito politico 3V opera con il solo intento di perseguire il bene comune, cioè il benessere di tutti i cittadini, in armonia con l’ambiente e con ogni forma di vita. Leggi la nostra visione

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