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Manifestazione M3V “Salviamo la Costituzione”, i media e la presunta denuncia

| Il Consiglio 3V |

Dopo l’incredibile manifestazione del Movimento 3V Salviamo la Costituzione, che ha riunito in piazza migliaia di persone a reclamare i propri diritti e libertà fondamentali, gira incessantemente la voce che gli organizzatori della manifestazione siano stati denunciati perché in Piazza Santa Croce non sarebbero state rispettate le distanze fra le migliaia di persone accorse e molti degli astanti non indossavano la mascherina.

Ci compiaciamo che finalmente tante testate si siano accorte della nostra presenza – per l’occasione si è scomodato addirittura Il Fatto Quotidiano di Marco Travaglio – quando da mesi ignorano i comunicati stampa che solertemente inviamo a tutti, ma allo stesso tempo siamo sorpresi dalla possibilità che qualcuno possa denunciarci per aver organizzato una manifestazione della quale Comune e Questura erano regolarmente informate e non dissimili da altre che si sono tenute nelle ultime settimane in Italia.

Non sappiamo se davvero sia stata depositata una denuncia contro Movimento 3V, al momento nessuna notizia ufficiale ci è pervenuta. Possiamo ipotizzare che la voce si sia diffusa in seguito al Consiglio comunale che si è tenuto lunedì a Firenze, durante il quale il Capogruppo del PD Nicola Armentano ha fatto un’arringa contro quanto accaduto in Piazza Santa Croce.

Il Consigliere Armentano – che per altro un mese fa, in un periodo in cui le misure di contenimento del virus erano senza dubbio più rigide di quanto non siano ora, ha pubblicato una foto sul proprio profilo pubblico in cui compare, al chiuso, seduto di fianco al sindaco Nardella ed altri esponenti del PD senza mascherina e senza rispettare le distanze di sicurezza – potrebbe effettivamente aver depositato una denuncia a carico dei membri del Consiglio di M3V, oppure potrebbe averlo fatto qualcun altro, ma siamo assolutamente certi che eventuali accuse non potranno che cadere.

È evidente quanto sia pressante l’esigenza di “salvare la Costituzione”, dal momento che chi eleva simili accuse ignora che l’articolo 27 della Carta fondamentale del nostro ordinamento giuridico stabilisce che “la responsabilità penale è personale”, per cui gli organizzatori non possono essere chiamati a rispondere per un illecito che si asserisce commesso dai manifestanti.

La fiducia che eventuali accuse in ogni caso cadranno non deriva però da questo basilare principio, visto che mai vorremmo che qualcuno dei partecipanti fosse denunciato, ma dal fatto che le Forze dell’ordine erano presenti in piazza e con loro abbiamo instaurato un rapporto di assoluta collaborazione: durante la manifestazione, i membri del nostro Consiglio e il nostro responsabile della sicurezza si sono interfacciati molto serenamente con poliziotti e carabinieri, che per altro erano in possesso dei nostri numeri di telefono e non hanno mai ravvisato problemi per cui interpellarci.

Dal palco è stato ricordato più volte come fosse necessario mantenere la distanza di sicurezza, ma in Santa Croce sono effettivamente confluite tante persone a rivendicare i propri diritti, e pensiamo possa essere stato proprio questo a infastidire il Capogruppo del PD fiorentino e altri che come lui sui social media si sono sbizzarriti ad insultarci e verso i quali saremo invece noi a valutare se fare querele, potendo ravvisare responsabilità – questa volta sì – personali.

Fin dal 25 aprile su tutto il territorio italiano si sono tenute manifestazioni, ritrovi spontanei, eventi che hanno visto la partecipazione di tante persone: abbiamo sentito sindaci arrabbiati paventare l’apocalisse a causa dell’irresponsabilità dei cittadini, accuse sui giornali, ma mai abbiamo assistito ad un accanimento come quello che c’è stato nei nostri confronti, con la volontà precisa di colpire gli organizzatori.

Evidentemente le tematiche affrontate in piazza sabato da illustri medici, scienziati, avvocati, insegnanti, risultano molto fastidiose per qualcuno che, non essendo in grado di argomentare nel merito le questioni dibattute, non trova altro sfogo se non le offese o la denuncia.

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