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NATURAle a RIPoso, L’Europa e le contraddizioni green

| 3V |

La capacità del pubblico di vedere un quadro di insieme del suo futuro è messa a dura prova dalla frammentazione dell’informazione.

Mediamente considerato tuttora con basso interesse il mondo dell’informazione libera.
Come bassi sono la partecipazione o l’interesse verso il lavoro di Associazioni (quelle veramente no-profit) che da anni si prodigano nel tentativo di sensibilizzare la popolazione.
Quasi cieca l’accettazione della propaganda martellante dei sistemi di informazione mainstream.

Nonostante tutto, il malcontento, la presa di coscienza o il germe del dubbio si sta largamente diffondendo nei popoli. Certo, era meglio aprire gli occhi prima di essere colpiti direttamente e vero anche che molti, ancora lontani dalle sofferenze, stentano a credere. In ogni caso, passato lo storidimento iniziale del panico indotto dalle continue emergenze, con il passare del tempo, il numero delle persone che dice NO sta crescendo.

Lo dimostra la corsa disperata contro il tempo delle istituzioni, europee e non, nell’applicare regolamenti inutili e assurdi per combattere il cambiamento climatico e nell’approvare regole di controllo dell’informazione sempre più stringenti.
Al contempo questa ossessione dall’alto e accelerazione di applicazione mette in evidenza le reali intenzioni riguardo al futuro programmato per i popoli, rendendo sempre più credibili le informazioni alternative contro quelle istituzionali.

Ai cittadini arrivano a spizzichi e bocconi informazioni in merito al destino della propria futura alimentazione, decisa da burocrati europei manovrati dalle grosse multinazionali.

Da una parte i burocrati europei sostengono che per favorire la biodiversità e ripristinare gli habitat sarà necessario mettere l’OBBLIGO DI STOP DI UN ANNO A GRANO E MAIS, ossia il riposo del terreno dalla coltivazione.
www.corriere.it/economia/consumi/23_ottobre_15/stop-un-anno-grano-mais-cosi-ue-cambia-grandi-pianure-d-italia-dcfae1a8-69d0-11ee-bbc5-4ad23a10b29e.shtml

Da un’altra parte i burocrati europei ammettono sostanze chimiche come il glifosato. L’uso del glifosato nell’UE per ora è ammesso sino al 15 dicembre 2023 e non si dà pace con continue proroghe sulla discussione per la decisione da prendere per gli anni a venire… perché al glifosato non vuole rinunciare?
it.euronews.com/my-europe/2023/10/13/ue-divisa-sul-glifosato-sul-rinnovo-dellautorizzazione-per-10-anni-voto-rinviato-a-novembr

Cosa sta accadendo e perché questo stop di un anno?
Stanno spalancando al suicidio economico gli agricoltori?
Mi chiedo se a fronte del fermo di un anno… gli agricoltori resisteranno alla tentazione o useranno sempre più pesticidi o prodotti OGM per garantirsi ricchi raccolti a compensazione degli anni di fermo?

Certo arriverà presto l’applauso corale dagli stati esteri che incrementeranno le vendite a fronte del crescente fabbisogno dei paesi EU. Mi chiedo quindi: ci sarà un pericoloso aumento di prodotti di dubbia qualità, non regolamentati, nei piatti dei cittadini europei, italiani inclusi?

È sotto gli occhi di tutti che per alcune multinazionali zampilla rigogliosa la fonte immensa di arricchimento per il prossimo incremento nelle vendite di prodotti chimici che garantiscano maggiore resa della coltivazione e di semenze geneticamente modificate pronte a resistere a tutto, se non dall’Europa i profitti arriveranno da quei paesi esteri dove nessuno osa o pensa di regolamentare i sistemi di coltivazione.

E che fine fa il beneficio per gli ecosistemi che tanto preoccupa Bruxelles?
Nessun beneficio reale per gli ecosistemi, per i quali sarebbe necessario arrivare a ricreare la componente arborea nelle pianure con alberi sparsi, arbusti e filari. Monocoltura a mais e cereali insieme ai fitofarmaci hanno distrutto la biodiversità. Oggi abbiamo un collasso degli insetti. In 20 anni, a seconda delle zone, la massa plancton aereo si è ridotta anche del 75%. Classico esempio è il parabrezza che oggi è sempre pulito, 20 anni fa era pieno di insetti spiaccicati… e non è perché gli insetti si sono fatti più furbi. Quando collasseranno completamente gli insetti collasseranno anche gli uccelli.

Il fermo di un anno si rivelerà perfettamente inutile dal punto di vista ambientale, tragico dal punto di vista economico per gli agricoltori europei, rischioso dal punto di vista alimentare oltre che economico (i prodotti importati costano di più) per i cittadini.

3V crede che sia possibile creare un mondo migliore, per questo motivo continua il suo percorso di ricerca e diffusione di quella Verità che renderà gli esseri umani Liberi.

Silvia Brazzoduro, Lucio Filippucci e Simone Lonati

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