Obbligo mascherine? No, grazie.

| Gruppo salute |

L’obbligo di indossare le mascherine è ingiustificato, pericoloso e fuorviante.

Ingiustificato in quanto ha un ruolo completamente marginale nel contenimento del contagio, pericoloso perché può portare una serie di effetti collaterali significativi, fuorviante perché induce a pensare i cittadini in buona fede che sia questo presidio a proteggerli, cosa quanto mai lontana dalla realtà dei fatti.

Come abbiamo spiegato, la protezione dal virus si ottiene migliorando lo stato generale di salute e rafforzando il sistema immunitario e non attraverso un’improbabile fuga da un contagio che, nella gran parte dei casi, non fa alcun danno.

Ciononostante, assistiamo quotidianamente a raccomandazioni dei politici e al perpetrarsi dell’obbligo di indossarle in diverse regioni.

Per fugare ogni dubbio in merito all’autorevolezza scientifica di tali informazioni, riportiamo di seguito una breve sintesi desunta da fonti ufficiali e accreditate.

I virus
I virus sono, in assoluto, la più abbondante entità biologica presente sulla Terra e il repertorio di geni virali è di gran lunga superiore a quello dei geni cellulari (Moelling K, Broecker F. Frontiers in Microbiology 2019; 10(523): 1-13) (Bandea CI. Nature Precedings · October 2009 DOI: 10.1038/npre.2009.3886.1). Largo consenso esiste, attualmente, sull’idea che i virus abbiano concorso alla formazione della prima forma di vita cellulare e che lo stesso nucleo delle cellule eucariotiche derivi dall’infezione con un virus provvisto del suo rivestimento proteico (Kajàn LG et al. Journal of Molecular Evolution (2020) 88:41–56). L’organismo umano è un contenitore di microbi di ogni genere e tipo: virus, batteri, funghi, protozoi e archea, ammontano ad un totale di 1014, ovvero dieci milioni di miliardi (Thursby E, Juge N. Biochemical Journal (2017) 474 1823–1836) (Butler MI et al. Annu. Rev. Clin. Psychol. 2019. 15:371–98) (Chen CC et al. Kaohsiung J Med Sci. 2019; 35:73–82) Tutto questo premesso, l’attuale “virusfobia” non sembra trovare altra giustificazione, se non nell’ignoranza, di alcuni dei principi basilari della virologia e dell’immunologia.

Le mascherine “protettive”
In base al comma 2 dell’articolo 3 dello stesso DPCM “possono essere utilizzate mascherine di comunità, ovvero mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire un’adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso” (Istituto Superiore di Sanità);

Indossare le mascherine può dare un falso senso di sicurezza e indurre le persone a ridurre l’adesione alle altre misure di controllo, come il distanziamento sociale ed il lavaggio delle mani (Organizzazione Mondiale della Sanità);

Fare un uso inappropriato delle mascherine, come, ad esempio, toccarle con le mani nude o anche con i guanti, riusare mascherine che sarebbero “monouso”,non  lavare regolarmente quelle lavabili, non smaltirle secondo regole precise e definite. Tutti questi comportamenti favoriscono la diffusione del contagio, più che prevenirla (Desai AN, Aronoff DM. JAMA Published Online First: 17 April 2020. doi:10.1001/jama.2020.6437);

Le mascherine ostacolano la respirazione. Per i soggetti affetti da broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), questo ostacolo diventa intollerabile, riducendo ulteriormente la già compromessa ventilazione polmonare (Kyung SY, Kim Y, Hwang H, et al. Respir Care 2020; respcare.06713. doi:10.4187/respcare.06713);

Re-inspirare la propria anidride carbonica, come avviene nel caso in cui si indossi una mascherina chirurgica, conduce a malessere, spossatezza, vertigini, cefalea, dolori muscolari, sonnolenza (Smith CL et al. Ergonomics, 2013 Vol. 56, No. 5, 781–790) e acidosi (https://emedicine.medscape.com/article/301574-overview);

La mascherina, trattenendo le goccioline, può imbrigliare, tra le sue maglie, il virus, il dispositivo che si crea con la mascherina, diventa un apparato letale situato proprio in corrispondenza della via di entrata del virus SARS-CoV-2 (Chen Y, Zhou Z, Min W. Front Physiol 2018; 9:1487. doi:10.3389/fphys.2018.01487) (Lazzarino A. BMJ 2020; 369 doi: https://doi.org/10.1136/bmj.m1435);

L’impiego delle mascherine comporta, secondo Khodarahmi & Coll. un aumento della frequenza cardiaca, probabilmente correlato all’iperventilazione (Khodarahmi, et al. ournal of Environmental Health Engineering 2013; 2(1): 1-4) con conseguente sovraccarico per il sistema cardiovascolare in pazienti affetti da ipertensione arteriosa, malattie cardiache, broncopneumopatia cronica ostruttiva, che rappresentano la popolazione più colpita dalle complicanze dell’infezione da SARS-CoV-2;

Chughtai & Coll. notano come l’accumularsi di germi patogeni, sulla superficie esterna delle mascherine, usate dagli operatori sanitari, possa aumentare in modo significativo, il rischio di auto-contaminazione, soprattutto quando i contatti con soggetti potenzialmente infetti sono frequenti specialmente quando l’uso della mascherina si prolunga per tempi che vanno oltre le 6 ore (Chughtai et al. BMC Infectious Diseases (2019) 19:491);

Uno studio sull’efficacia protettiva di vari tipi di mascherine (inclusa una semplice bandana) curato dal Southern Research Institute, Birmingham, Alabama, nel 2010, ha dimostrato che tutti i tipi di mascherina di uso più frequente e comune (inclusi i tipi impiegati nella cosiddetta “pandemia” da coronavirus), hanno un’efficacia protettiva che non supera il 34%, se paragonati al respiratore, che pure non garantisce una protezione totale (Bowen LE. Applied Biosafety 2010; 15(2): 67-71)

Per quanto attiene, infine, alle mascherine “fatte in casa”, in un articolo del 2013, pubblicato sulla rivista “Disaster Medicine and Public Health Preparedness”, è stata presa in considerazione la capacità protettiva dei più vari materiali, ma la conclusione degli Autori è che tali dispositivi sono da considerarsi “di fortuna” e possono avere qualche utilità soltanto in condizioni estreme, quando non è possibile ricorrere ad altro (Davies A et al. Disaster Medicine and Public Health Preparedness / FirstView Article / July 2013, pp 1-6)

Conclusioni

Quanto illustrato suggerisce che, come anche chiaramente indicato da organismi istituzionali nazionali ed internazionali, l’uso delle mascherine non protegge contro il contagio da virus SARS-CoV-2, è potenzialmente molto pericolosa per la salute di chi le indossa per periodi prolungati, e deve essere limitata agli operatori sanitari, alle persone che sono malate o sospettano di esserlo, e alle persone che assistono soggetti malati.

Dott. Domenico Mastrangelo
Specialista in ematologia, oncologia, farmacologia clinica
Senior Scientist Dipartimento di Scienze Mediche, Chirurgiche e Neuroscienze, Università degli Studi di Siena

Alla luce di queste significative conclusioni e, in ogni caso, in mancanza di un’assoluta certezza di innocuità, in base al principio di precauzione è fondamentale rimuovere con la massima urgenza gli obblighi in vigore relativi alle mascherine, informando la popolazione su come attuare la prevenzione primaria che, meglio di qualsiasi altro presidio, può produrre salute nella popolazione ed immunizzare non dal virus, ma dalla malattia.

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