Obbligo vaccinale: come resistere

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Aggiornato al 30 marzo 2022.

Nota: il seguente documento è in continuo aggiornamento, soprattutto riguardo al contesto legale che è incerto e muta rapidamente. Consultalo costantemente per essere certo di avere informazioni corrette.

Il decreto 1/2022

Pubblicato in gazzetta ufficiale in data 7 Gennaio 2022, il decreto n. 1 “Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza covid-19, in particolare nei luoghi di lavoro, nelle scuole e negli istituti della formazione superiore” introduce nuovi obblighi e restrizioni e regolamenta i casi di Covid nelle scuole. Il testo integrale è disponibile a questo link: https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2022/01/07/22G00002/sg

Cosa dice il decreto: https://www.diritto.it/green-pass-nuovo-decreto-gennaio-2022-domande-e-risposte/

Perché resistere

La situazione drammatica in cui è ridotto il nostro Paese è il risultato di un piano di riformattazione della società secondo un modello transumanista. La crisi sanitaria sta servendo per eliminare i diritti umani, quali il lavoro, la proprietà privata, il pensiero critico e creativo, la libertà di movimento, il diritto alla salute e alla libertà di scelta terapeutica, il libero accesso all’informazione, sta spaccando la società e calpestando la dignità umana fino a renderla nulla.

Non ci piegheremo!
Contrariamente ai progetti delle élite dominanti, puoi dedicarti anche tu a creare una società diversa, allegra, solida e solidale, secondo una visione umana fondata sul rispetto della vita e l’affermazione del meglio di noi: una società in cui la verità e la libertà siano i principi ispiratori in tutti i campi di realizzazione individuale e sociale.

La vera soluzione

Lo strumento risolutivo per realizzare questa società è una nuova visione politica, in cui non metti semplicemente la tua vita nelle mani di qualcuno, ma in cui conosci, capisci, partecipi attivamente alle decisioni che costruiscono la tua società e la nostra convivenza.

Il passaggio finale di questo processo di crescita sociale ed umana è il voto.

Il nostro programma politico è a 360 gradi, è concreto e realizzabile e, se i milioni di italiani contrari come te agli obblighi sanitari si attiveranno, riusciremo a renderlo reale.

Con questa consapevolezza nel cuore, alle nuove restrizioni noi rispondiamo così: RESISTENZA!

Conoscersi e riconoscersi

Fai rete con tutti i cittadini liberi che conosci, e cercane altri. Incontratevi, riconoscetevi, organizzatevi. Per resistere è fondamentale essere insieme. Per questa via si possono creare le fondamenta di un nuovo mondo del lavoro, dello scambio, della partecipazione, della salute, della solidarietà e della comunione.

Ricordati che conoscere persone libere e coscienti è un evento da festeggiare! Non rinunciare mai all’allegria. La vera alternativa alle brutalità di questo sistema può nascere solo col sorriso, con la voglia di creare e anche quella di divertirsi… e insieme è molto più facile! 

I gruppi territoriali 3V portano avanti la battaglia per una nuova politica che è anche questo, mettersi al servizio della comunità in tutti i modi possibili.

Rete 3V di medici e legali

3V mette a tua disposizione la rete di medici, operatori ed avvocati che ha creato nel tempo, attraverso collaborazioni e segnalazioni.

Se hai necessità di un medico o di un avvocato di fiducia contatta il tuo referente territoriale o scrivi alla mail regionale:

https://www.movimento3v.it/responsabili/

Un gruppo di attivisti dedicati a questo progetto ti aiuterà a trovare una soluzione. 

C’è bisogno di te!

Se ti è possibile, ti chiediamo di avvicinarti al progetto offrendo prima di tutto il tuo contributo:

Segnalaci o mettici in contatto con chiunque abbia le competenze per contribuire.

Perché la rete diventi capillare, c’è bisogno di te!

Alleanza 3V arti e mestieri umani

Con lo stesso spirito di rete, abbiamo iniziato a mappare ogni altra professione. Nel mondo del lavoro che stiamo costruendo, c’è sicuramente anche il tuo posto!

Medici, avvocati, infermieri, Insegnanti, giornalisti, imprenditori, commercianti, professionisti e lavoratori con competenze di ogni genere possono rispondere al nostro appello:

Contatta i referenti territoriali per saperne di più e per promuovere nella tua zona iniziative di collaborazione e co-resistenza.

Iniziativa: lavoro e scambio

3V mette a tua disposizione un semplice ma utile strumento ideato da Paolo Alonge, attivista già candidato sindaco 3V per Torino.

Se hai bisogno di un servizio o di manodopera, puoi trovare in questa piattaforma il contatto di una persona che si renda disponibile a fare ciò di cui è capace. 

Come puoi scambiare questo servizio? Rendendoti disponibile a prestare a tua volta un servizio, oppure tramite una donazione. Ci si accorderà tra le parti in modo equo.

Non si tratta di un’agenzia di collocamento: vuole solo creare una comunità solidale di persone che possono fare qualcosa l’uno per l’altro.

Non essere timido e dai il tuo contributo per far crescere questa comunità reale!

Al link seguente trovi un file in autoaggiornamento che si potrà consultare per tutte le nuove richieste/offerte di lavoro e collaborazione, cercando comodamente con la funzione di ricerca nel file (clic su modifica – trova).

Per partire, basta compilare il form che segue con i dati che vuoi far avere ai tuoi potenziali sostenitori e amici:

Iniziativa: Mestieri etici

Il portale Mestieri Etici mette in contatto persone animate da spirito etico, che svolgono professioni o che possono mettere a disposizione conoscenze o prodotti.

L’intento è quello di fornire un sostegno economico concreto a chi si impegna per rispettare la vita attraverso il proprio lavoro, creando una rete economica sostenuta dai valori dell’etica comune, che non discrimina nessun essere umano ma rispetta a qualunque costo la sua unicità, la sua bellezza e la sua libertà.

La parola etica, così lontana dal mondo distopico e divisivo che tentano di creare i nostri governanti, ritroverà il suo senso più profondo proprio nel concetto di comunità.

Produzione e gruppi di acquisto

Aderisci o promuovi gruppi dedicati alla coltivazione diretta e all’acquisto di cibo direttamente dai produttori che producano cibo sano e che ritieni meritevoli di essere sostenuti.

Impara a conoscere madre natura, se ti è possibile ascoltando i suoi ritmi, in ogni caso riappropriandoti delle tue scelte di consumo.

Riprenditi in mano le tue scelte di consumo e la tua salute di cui, come sappiamo, il buon mangiare è il primo gradino!

Babysitting ed educazione parentale

Crea scuole parentali e familiari o aderisci alle molte iniziative già esistenti. Fai squadra con altre famiglie che sono nella tua stessa situazione. Scambia prestazioni di babysitting con chi ne ha bisogno.

Oggi la scuola ha svilito i propri contenuti educativi ed ogni giorno di più viene trasformata in un luogo di disagio psicologico e discriminazione.

Se vuoi indirizzare i tuoi figli alla scoperta di sé, della vita e della società che desideriamo, devi iniziare dall’educazione.

Anche questo significa partecipazione politica, che culminerà con l’applicazione a livello nazionale del nostro programma sull’educazione.

Biblioteche, sport e arte

Aderisci o promuovi iniziative di scambio e prestito libri. In questo contesto, non perdere l’occasione di conoscere nuove persone!

Cerca persone che amino i tuoi stessi sport e trovate il modo di praticarli insieme, eventualmente con un insegnante privato.

L’arte non si può chiudere nei musei e oggi si esprime in tutta la sua forza in quei gruppi di artisti che, senza cedere ai ricatti, stanno sperimentando diverse forme di comunicazione, di rappresentazione, di espressione per condividere la bellezza con chi ancora desidera scoprirla. Non farti scappare queste iniziative.

Trasporti

Crea dei gruppi di passaggi che suppliscano ai trasporti pubblici, o aderisci a quelli esistenti. Organizzati con amici, conoscenti e nuove conoscenze per fare sinergia sui viaggi in auto.

Stanno sorgendo molte realtà che operano in questo senso, ad esempio su Telegram.

Si contano molti nonni magnifici che utilizzano il tempo della propria pensione per essere utili ai più piccoli.

Casse di mutuo soccorso

Organizza insieme ad altri casse di mutuo soccorso per sostenere chi si trova ad avere problemi economici. La difficoltà di uno è quella di tutti, e risolvere la sua situazione crea una base per sostenere, all’occorrenza, qualcun altro.

Fai in modo che queste necessità siano solo saltuarie, se non sei coinvolto in prima persona indirizza gli altri verso le iniziative economiche etiche e solidali di tutti i punti indicati in precedenza.

Prescrizione obbligatoria del vaccino

Tutti i cittadini, in particolare coloro che sono chiamati obbligatoriamente a vaccinarsi, devono esigere dal proprio medico di base la prescrizione del medicinale (vaccino Covid-19); i sieri sono infatti un medicinale a tutti gli effetti appartenente al Servizio Sanitario Nazionale ed è necessaria la ricetta e la prescrizione medica affinché venga somministrato.

Medicinali soggetti a prescrizione medica:

Il medico di base deve eseguire un’accurata anamnesi e prescrivere eventuali esami clinici che sono a carico del Sistema Sanitario Nazionale (D. L.vo 29/04/1998 nr. 124) per valutare lo stato di salute.

Lettera protocollata di richiesta prescrizione medica

Se qualcuno ti chiede la vaccinazione, in particolare il datore di lavoro o il tuo ordine professionale, ti suggeriamo di:

  • scaricare, modificare le parti in rosso e di inviare tramite posta raccomandata o PEC la seguente lettera al tuo medico di base, inoltrandola per conoscenza (o mettendo in copia-conoscenza) il tuo datore di lavoro, il tuo ordine professionale e agli altri soggetti coinvolti:  
  • Specificare al tuo medico di base di inviarti la prescrizione rendendolo noto (in copia conoscenza) gli altri soggetti coinvolti, in particolare al datore di lavoro o all’ordine professionale.

Senza questa prescrizione, non puoi per legge vaccinarti. Pertanto non sei responsabile della mancata vaccinazione e il datore di lavoro e l’ordine professionale non possono sospenderti.

Se il medico rifiuta di farti la prescrizione

Notifica al tuo medico che ti riservi la facoltà di denunciarlo per omissione di atti di ufficio; che, per quanto attiene alla campagna vaccinale, egli è a tutti gli effetti un pubblico ufficiale e come tale gli sono imputabili i reati ascritti a un pubblico ufficiale. Il rifiuto o la dilazione della prescrizione, anche di un solo giorno è passibile di denuncia.

Se vieni sospeso nonostante la mancata prescrizione

Il tuo datore di lavoro o il dirigente dell’ordine professionale sta commettendo un illecito. Hai 5 anni di tempo per chiedere il risarcimento dei danni, che è di gran lunga superiore alle mancate retribuzioni.

L’azione extracontrattuale di risarcimento del danno, non comporta un semplice rimborso, ma viene quantificato il danno alla continuità vitale che subiscono la tua persona e la tua famiglia.

Puoi anche denunciare penalmente la persona che ti sospende, perché l’interdizione dal lavoro equivale nella sostanza a una gravissima condanna penale che solo un giudice penale può comminare.

Esami prevaccinali

Nel rispetto del principio di eguaglianza con la legge 119/2017, chi dimostra con esame sierologico (esame prevaccinale) che è immunizzato può essere esonerato dalla vaccinazione.

Puoi procedere con questo esame su prescrizione medica o di tua iniziativa personale (assumendotene il costo).

Conserva i risultati per farli valere in qualunque sede: col tuo medico di base, col medico vaccinatore, e in sede legale, in qualunque causa o ricorso a cui deciderai di procedere.

Richiesta di ricollocazione o di assegno alimentare al datore di lavoro

Invia al tuo datore di lavoro un’istanza di ricollocazione in una mansione idonea o, in via subordinata, di attribuzione dell’assegno alimentare.

Hai questo diritto in base all’articolo 3 della Costituzione, che sancisce il principio di uguaglianza, e al Regolamento UE 954/21, che sancisce il divieto di discriminazione tra chi ha scelto di vaccinarsi e chi ha scelto di non vaccinarsi. Entrambe le norme sono di rango superiore al DL 1/22 che, nei punti in cui discorda con esse, non può essere applicato.

La sospensione della tue fonte di sussistenza comporta per il datore di lavoro una serie di violazioni penali.

Scarica, modifica con i tuoi dati in base alla tua situazione e invia tramite posta raccomandata, PEC o email la seguente comunicazione al tuo datore di lavoro:

Consenso informato

Se decidi di recarti dal medico vaccinatore:

  • Fai domande sulla sicurezza dei vaccini e sulla garanzia che non ci siano rischi per la tua salute né a breve né a medio né a lungo termine. Per formulare le domande, puoi fare riferimento alla nostra campagna Io non mi vaccino perché.
  • Non firmare assolutamente il consenso libero e informato (senza il quale non si può essere vaccinati) perché, essendo soggetti a costrizione, non si è più liberi, e pertanto la responsabilità non può ricadere su di te.
  • Presentati accompagnato da una persona di fiducia che faccia da testimone.
  • Registra il colloquio: puoi registrare senza avvertire nessuno, ma non devi diffondere la registrazione. Potrai usarla solo per ricorsi legali o per promemoria audio. Se preferisci puoi comunicare che vuoi registrare la conversazione al fine di verbalizzare. Se il medico rifiuta di proseguire il colloquio chiedigli di mettere per iscritto il suo rifiuto e di firmarlo.
  • Se rifiuta, interrompi il colloquio e documenta l’accaduto facendolo firmare al testimone.
  • Fai valere il documento in sede legale, in qualunque causa o ricorso a cui deciderai di procedere.

Multa per gli over 50

Aggiornamento al 10 aprile 2022.

La lettera che molti “over 50” stanno ricevendo in questi giorni da parte dell’Agenzia delle Entrate e firmata dal Ministero della Salute, è una “comunicazione di avvio del procedimento sanzionatorio”. A questa lettera si può rispondere, come si legge nel testo “entro il termine perentorio di 10 giorni dalla data di ricezione della presente, potrà comunicare all’Azienda Sanitaria Locale competente…”

La risposta pertanto è facoltativa. La posizione di 3V è di NON RISPONDERE a questa prima comunicazione sulla base del principio fondamentale e di diritto, di non fornire alcun dato sanitario personale.

Tenendo conto però delle peculiarità di ciascuna persona coinvolta da questo obbligo e che, per alcuni, la scelta di rispondere già a questa lettera è la strada più adatta al proprio iter di obiezione attiva, consigliamo la lettera “istanza di annullamento in autotutela” predisposta dai legali dell’associazione Arbitrium.

NON PAGARE LA SANZIONE.

Quando riceverai la sanzione prevista di 100 euro sarà necessario fare ricorso davanti il Giudice di Pace.

Questo provvedimento è totalmente incostituzionale e discriminatorio e ci sono moltissimi motivi per impugnarlo. Inoltre è fondamentale non creare un precedente.

I legali con cui collaboriamo stanno già predisponendo la bozza del ricorso che metteremo a disposizione di chi lo vorrà. Continuiamo a resistere, saldi nella verità e nell’opporci a queste continue vessazioni.

Per approfondimenti ti invitiamo alla visione del video seguente, dal notiziario InformaItalia in onda su THN.

Segnalazione alla Procura della Corte Penale Internazionale

In relazione al totale mancato riconoscimento dello stato di guariti dalla malattia Covid19 e conseguente obbligo vaccinale, proponiamo di seguito la segnalazione predisposta dall’Avv. Riccardo Luzi del foro di Cesena col Comitato civico Cesena, da inviare all’indirizzo e-mail: [email protected] alla Procura della Corte Penale Internazionale per la violazione dell’art. 7 dello Statuto.

Invitiamo tutti i cittadini guariti dalla malattia Covid19 a inviarla in quanto, i legali, riferiscono che la procura della Corte Penale Internazionale protegge da eventuali querele e che quindi, non si rischia alcuna querela o azione legale contro di sé o, nella peggiore ipotesi, l’archiviazione se verrà ritenuta infondata. 

Nella segnalazione viene riportato quanto gli ultimi decreti emergenziali in Italia, relativi a tutti i tipi di green pass, si sono spinti oltre la normativa europea (Regolamento europeo n 953 del 2021) prevedendo anche che coloro che non proseguono l’iter delle diverse dosi vaccinali, non possono accedere al trasporto pubblico, praticare sport, utilizzare bar e ristoranti, entrare nelle biblioteche e per i sanitari, il personale scolastico, le forze dell’ordine e gli over 50, recarsi al lavoro con sospensione della retribuzione. 

Noi riteniamo e lo ribadiamo da inizio pandemia, che la linea rossa è stata tracciata da questi ultimi governi il 9 marzo 2020 quando fecero scattare il “lockdown”, ma con l’introduzione dell’obbligo vaccinale per i sanitari il 1° di aprile 2021 e del green pass base per tutti i lavoratori il 15 ottobre 2021, la deriva autoritaria sanitaria ha raggiunto l’apice della sua espressione, estendendosi sempre a più persone e affossando i diritti costituzionali. Se non facciamo, ognuno di noi, qualcosa per interromperla rischiamo fortemente di non venirne più fuori pertanto, vista la tensione raggiunta a livello sociale, le discriminazioni che la categoria dei no-vax (etichetta creata ad arte anch’essa) sta subendo, l’esclusione brutale dalla vita sociale per i bambini e i giovani, frutto della nostra generazione, invitiamo tutti a leggere il documento predisposto dall’Avv. Riccardo Luzi col Comitato civico Cesena e a inviarlo per conto proprio all’indirizzo e-mail: [email protected] 

Greenpass: privacy, controlli, impugnazioni

Il decreto 1/2022 regolamenta il green pass base o rafforzato per i lavoratori e per l’accesso ai locali.

Modalità dei controlli

Ricordati che esercenti e responsabili di uffici pubblici e privati non sono tenuti alla richiesta all’ingresso delle strutture. I controlli sul green pass possono essere fatti a campione, come spiegato chiaramente sul sito del Governo Italiano. Tale controllo, quindi, costituisce una possibilità in carico all’esercente e responsabile.

Non è necessario esporre il green pass per l’acquisto di cibo da asporto:

Green pass e privacy

Il green pass, contenendo dati sanitari sensibili, può essere esibito solo se richiesto da persona autorizzata e in regola con quanto espressamente indicato nel GDPR, Regolamento Europeo entrato in vigore nel 2016 che disciplina la materia della privacy, che è una norma di rango superiore rispetto a quelle nazionali. Qualunque altra persona (es. datore di lavoro, commesso, gestore di locale) che te lo chieda non essendo in regola con i requisiti suddetti, commette un illecito.

Per approfondimenti rimandiamo allo studio di Laura Carosi su chi può controllare il green pass.

Informare il controllore della situazione normativa

Per far valere il tuo diritto di accesso, puoi informare il controllore -con ferma gentilezza- del fatto che:

a. che egli pretende di conoscere un dato sanitario sensibile tutelato dalla normativa europea, norma di rango superiore, che viene violata richiedendo l’esibizione del green pass.

b. che ci sono fondate ragioni in base per ritenere illegittima e quindi non applicabile questa richiesta , così come è stato riconosciuto da molti giudici in merito ai verbali per violazioni dei DPCM degli ultimi due anni.

Il soggetto preposto al controllo, preso atto di queste ragioni, può desistere dal controllo e garantirti l’accesso al luogo o al servizio a cui hai diritto.

NB Non è detto che ciò accada: l’interlocutore, sia esso un bidello, un impiegato del comune, un negoziante, un barista o un membro delle forze dell’ordine, può non volere o non essere in grado di capire queste ragioni. In questo caso puoi informare i presenti che segnalerai l’accaduto con un reclamo ufficiale al Garante della Privacy per violazione del Regolamento Europeo.

Ricordati che insistere in questo tipo di confronto, arrivando eventualmente a portarlo al cospetto delle forze dell’ordine, non esclude l’evenienza di ricevere un verbale di accertamento (che sarà comunque impugnabile). Non sempre è necessario arrivare a questo punto del confronto, puoi decidere tu fino a che punto spingerti in questa azione che ha il doppio risultato di difendere i tuoi diritti e di svolgere una azione di consapevolezza rispetto alla loro lesione.

Puoi approfondire questo tema ti invitiamo a seguire la puntata di “Bentornata politica” edita da True Humans Network: “La conoscenza è il primo passo, ma non basta, la resistenza si fa attraverso l’azione. Alleniamoci insieme su GDPR non solo, per dire NO al GreenPass e a qualsiasi restrizione illegittima.”

Reclamo al Garante della Privacy

In caso di richiesta di dati da un soggetto non autorizzato, puoi dichiarare che, in caso di reiterazione della richiesta, provvederai ad un reclamo formale al Garante della Privacy per violazione del GDPR.

Le istruzioni per effettuare il reclamo sono disponibili sul sito del Garante della Privacy.

La segnalazione riguarda in particolare la violazione delle seguenti disposizioni: art. 12, 15 (anche Considerando 63), art. 28, 29 (anche Considerando 81) e art. 32, paragrafo 4 del Regolamento (Ue) 2016/679.

Se sei titolare di attività: lettera al Garante della Privacy

Se sei titolare titolare di un’attività a cui è richiesto di effettuare qualsivoglia controllo di green pass, chiedi chiarimenti al Garante della Privacy riguardo alla confusione normativa tra la legge italiana e la norma sovraordinata europea.

Mettiamo a tua disposizione una lettera da personalizzare, per la quale ringraziamo l’avv. Gisla, in cui si specifica che, in attesa di pronunciazione del Garante nei tempi previsti dalla legge (di 8 + 6 settimane), ti riservi di non procedere ai controlli per non rischiare di commettere un reato.

Diffida al sindaco per erogazione servizi pubblici

Come persona fisica o eventualmente come associazione e movimento, puoi procedere con la presente diffida al sindaco di emanare un’ordinanza che disponga ai gestori di Enti Pubblici e Privati che forniscono servizi alla cittadinanza, di predisporre locali nei quali erogare i servizi essenziali dovuti e di pubblica utilità, ai cittadini sprovvisti di GP.

Cosa fare se ricevi un verbale per mancata esibizione del green pass?

Non pagare la sanzione, perché potrà certamente essere impugnata.

Ricordati che:

  1. La multa non è esecutiva e non sei tenuto a pagarla senza un’ordinanza di ingiunzione del prefetto, che potrebbe non arrivare.
  2. Se dovesse arrivare l’ordinanza di ingiunzione dal Prefetto, puoi fare ricorso avanti il Giudice di Pace. Puoi nominare un avvocato di fiducia oppure difenderti da solo.

È utile che tu conosca i tuoi diritti, ma non dimenticare di esercitare il tuo potere: oltre a difenderti per le vie legali, puoi indirizzare le tue scelte di consumo per sostenere solo chi se lo merita.

La solidarietà tra essere umani liberi e consapevoli è il nostro più grande alleato per affrontare la guerra delle élite contro l’umanità che, pur col pretesto della salute, si svolge in gran parte sul fronte economico.

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