Programma Amministrative Pistoia

Elezioni del 12 giugno 2022

CANDIDATO SINDACO ALESSIA BALIA  PER IL PARTITO 3V VERITÀ E LIBERTÀ

Premessa

Quanta bellezza ci vogliamo concedere?

Partiamo dal fatto che come pistoiesi, come italiani e come cittadini del mondo stiamo vivendo il momento di maggiore crisi mai vissuto nella storia dell’umanità. Tutte le nostre certezze, le nostre abitudini e le nostre convinzioni sono sottoposte ad una prova durissima.  E’ come essere in una sala parto, divisi tra l’entusiasmo per la nuova nascita e la paura di soffrire.

Tutto un sistema di valori che ci ha garantito una relativa prosperità dal dopoguerra ad oggi, è entrato in crisi. Una crisi economica, sociale e non ultimo spirituale.

Riteniamo che siamo davanti ad un bivio, che non consente tentennamenti né mezze misure. 

Una strada è quella di portare all’estremo lo scientismo,  il materialismo ed il liberismo, e dirigerci verso un mondo dominato dalla speculazione e dal controllo, il cosiddetto Nuovo Ordine Mondiale.  Un mondo perfetto, razionale, infallibile. Un mondo dominato verticalmente da  un numero ristretto di tecnocrati miliardari che svetterà su un nuovo proletariato di individui atomizzati, iperconnessi,  senza averi, senza radici ed identità, privi di libertà di autodeterminazione. 

Questa strada per molti risulta familiare e  attraente, perché ci chiede soltanto di assistere passivamente e acriticamente all’ingresso pervasivo della tecnologia nella nostra vita quotidiana. Il Grande Fratello si prende cura di noi e ci fa vivere in un mondo ordinato e sicuro. Ci fa stare dalla parte del mondo evoluto, che domina soddisfatto il resto della terra.

La seconda strada è più avventurosa e ci chiede innanzitutto di mollare le nostre certezze. Il primo assunto è che non siamo nel migliore dei mondi possibili. Il secondo è che il mondo migliore lo dobbiamo creare con le nostre mani, affermando di nuovo, forse per la prima volta nella storia dell’umanità, una vita democratica ed uno stare al mondo rispettoso della vita.

Come si fa tutto questo? Riscoprendo le nostre radici spirituali, rendendoci conto che siamo belli, bellissimi, un ponte fra il cielo e la terra. E che in quanto creature divine ci meritiamo di essere gli artefici del nostro destino. Ci meritiamo di poter sbagliare e di crescere. Ci meritiamo di essere ascoltati, e mentre facciamo questa richiesta, iniziamo noi stessi ad ascoltare il prossimo, ed ascoltandolo ci rendiamo conto che non è un pericolo, ma un fratello, che condivide la nostra stessa natura e bisogni fondamentali. Così scopriamo che  con questo fratello è possibile tornare a vivere in comunità, mettendosi al servizio l’uno dell’altro.  Benessere e bellezza che  tornano ad abitare le nostre vite. 

Potremmo chiudere qui il discorso sul programma, nella convinzione che partendo da questi assunti e da questi valori una società come la nostra potrebbe rigenerarsi completamente nel giro di pochi mesi. 

Per amore di concretezza, e per il piacere di comunicare la nostra  visione, faremo un elenco di esempi e di punti programmatici, per rendere esplicita l’idea di come questa nostra città potrebbe fiorire, se solo ci fosse la volontà politica di farlo. 

Perché non è scritto su nessuna pietra che Pistoia debba rimanere per sempre quel posto dove si parla di verde, ma i parchi sono sempre i soliti. Dove si parla di periferia, ma le periferie rimangono sempre tali. Dove si parla di valori della resistenza, ed intanto vengono perseguitati, umiliati, ignorati i nuovi partigiani del libero pensiero. 

Il primo punto del nostro programma è dedicato alla moneta comunale. Uno strumento possibile, a norma di legge, che non è mai stato realizzato concretamente per mancanza di volontà politica e che ribalta la logica perversa della moneta a debito. Così abbiamo lo strumento per realizzare i progetti che elencheremo di seguito. Sennò è come sognare di andare alle Seychelles con un budget di 300 euro.

1. Istituzione di una moneta comunale per stimolare il commercio territoriale e rilanciare le aziende locali.

La moneta comunale, complementare all’euro e gestita dalle casse del comune, è un’iniezione di fiducia per la comunità e attiva un percorso economico affinché vengano garantite le condizioni necessarie per investire sulle risorse individuali e il benessere.

Con la moneta del sindaco, la ricchezza rimane sul territorio e puo’ essere usata per acquistare beni o servizi e pagare le tasse, avviando un circolo virtuoso che genera sempre maggiore benessere. La moneta è potere, non possiamo pensare di riconquistare una piena vita democratica senza uno strumento monetario nelle mani del popolo.  Acquisito questo strumento, possiamo avviare la nostra rivoluzione dolce e pacifica. 

2. Sostegno attività locali, partite Iva, piccole e medie imprese con un vigoroso taglio alle imposte.

Promozione di politiche di sviluppo territoriale che puntano sulla valorizzazione di tutte le risorse (materiali ed immateriali) e le capacità professionali ed umane presenti nel territorio. 

Azzeramento della tassa di occupazione di suolo pubblico per il commercio in area pubblica e dell’aliquota IMU per terreni agricoli e per fabbricati rurali strumentali. 

Riduzione generale IMU per imprese e artigiani (minima aliquota consentita dalla legge dello Stato in materia) e in particolare sugli immobili ad uso produttivo di tipo artigianale, commerciale, industriale o di servizi e sui fondi sfitti del centro storico, se concessi ad uso gratuito a attività emergenti o a piccoli artigiani. 

Istituzione di mercati permanenti di quartiere e rionali a Km zero. 

Prestito gratuito annuale per le partite IVA espresso in moneta locale.

Realizzazione tramite la moneta comunale di reti sistemiche sostenibili: istituzioni, imprese e cittadini uniti dalla creatività umana e dall’innovazione.

Promozione di un comune trasparente ed efficiente e minimizzazione della burocrazia.

3. Costituzione di comunità energetiche sostenibili di consumo e produzione per creare posti di lavoro, risparmio ai cittadini, utili al Comune: democrazia energetica.

Le rinnovabili non devono diventare dei riferimenti ideologici, ma principi fondanti dell’azione Comunale, che devono portare utili al comune e risparmio, sicurezza e sostenibilità ai cittadini. Le energie alternative possono funzionare solo applicandole su scala locale partendo dalla singola abitazione (stimolando l’auto produzione e l’efficienza energetica degli edifici, condomini e edifici pubblici), passando poi ai quartieri, ai Comuni e così via tramite mini-reti di distribuzione.

Gli strumenti di azione sono, innanzitutto, solare fotovoltaico, eolico e minieolico, efficientamento energetico, piccole e medie centraline idroelettriche, piccole centrali a biomasse (residui urbani adatti e biomasse fluviali) con coproduzione di elettricità e calore da distribuire in teleriscaldamento, geotermico a bassa intensità. 

Una comunità che produce energia sostenibile crea posti di lavoro stabili e dignitosi e reale democrazia. Democratizzare l’energia è un passaggio decisivo affinché l’energia divenga una risorsa disponibile per tutti.

Abbiamo letto con interesse un appello ai candidati del circolo Legambiente di Pistoia: ci sentiamo pienamente in sintonia  e contiamo di sviluppare una collaborazione fattiva, se ci sarà consentito di entrare nelle istituzioni. Condividiamo sia le proposte che gli intenti che le animano.

4. Tutela della salute psicofisica tramite la prevenzione, l’innalzamento delle difese immunitarie e le cure alla persona vista come un insieme di corpo, emozioni e mente. 

Contrasto alle vaccinazioni obbligatorie e al passaporto sanitario (Green pass alias certificato verde).

Si deve affermare un nuovo paradigma che metta al primo posto la prevenzione primaria e la cura dell’ambiente, ivi compreso quello lavorativo, come primo elemento generatore di salute e benessere. E’ urgente ritornare ad un rapporto di vicinanza ed ascolto tra medici e pazienti. La cosiddetta pandemia è stata gestita in modo criminale dal Governo, con la complicità delle Istituzioni locali. E’ necessario prendere consapevolezza degli errori compiuti per invertire una rotta che ci sta portando verso una sanità che di pubblico ha solo il nome, fatta di protocolli e di paura. Gli ospedali costruiti con la formula del project financing, come quello di Pistoia, sono una frode legalizzata.  I vaccini anticovid si sono rivelati inefficaci oltre che dannosi, viste le numerose reazioni avverse ed i tanti casi di morti sospette avvenute a Pistoia. Nel bollettino dell’ISS di fine Aprile i trivaccinati rappresentano il 60% dei morti per covid in Italia, a testimonianza del fatto che la campagna vaccinale è stata un fiasco annunciato. Ci sono responsabilità politiche enormi per quella che è stata la più grande truffa della nostra storia repubblicana. La classe politica attuale si merita di essere azzerata.

Alimentazione sana, sport, apertura alle medicine impropriamente dette complementari, corretti stili di vita favoriranno la salute molto più di campagne vaccinali calate dall’alto.

5. Contrasto all’inquinamento elettromagnetico (per il principio di precauzione), moratoria 5G 

Rigetto generale delle misure adottate a livello nazionale e regionale per il presunto contenimento della diffusione delle varianti del Covid-19. 

Sostegno alle cure domiciliari e alla prevenzione primaria per curare e prevenire le varianti del Covid-19. 

STOP assoluto al taglio di alberi ad alto fusto salvo casi di grave ed incurabile malattia.

Gli alberi sono un patrimonio della comunità, sia per il loro effetto salutare che per la dimensione affettiva e di memoria.  

Contrasto al distanziamento sociale e all’obbligo di indossare la mascherina. 

Contrasto di qualunque provvedimento impedisca, in particolare in campo medico/scientifico, la salvaguardia del principio di verità, di comunicazione e di integrazione dei saperi. 

Promozione di uno studio indipendente sugli effetti biologici delle vaccinazioni, radiofrequenze 4G e 5G, dei pesticidi e della qualità dell’aria.

6. Educare alla verità,  alla libertà ed al contatto con la natura, secondo i principi costituzionali. 

Promozione della cultura dell’essere umano e della pace, dell’insieme dei valori e delle conoscenze quale patrimonio della nostra umanità che sostiene la formazione, sul piano intellettuale ed etico e la realizzazione di ogni individuo all’interno della comunità.

Deve essere inoltre favorito il contatto con la natura. Siamo nella società del prefisso green ma nelle scuole è minimo il tempo che viene dedicato allo stare all’aperto, nella natura. Le scuole devono incentivare e favorire la possibilità per gli alunni di vivere parte della loro giornata scolastica all’aperto, in modo particolare a partire dai primi anni di vita. I bambini hanno bisogno di toccare la terra e respirare l’aria dei boschi per poter radicare nelle loro coscienze una condizione di familiarità e vicinanza con la natura, su cui  possa essere fondato il rispetto. Senza questa esperienza diretta, la natura rimane un concetto astratto che genera distanza ed incomprensione.  

No al gender nelle scuole, divieto di avviare laboratori nelle scuole propedeutici alla diffusione di questa ideologia perversa. La cultura del rispetto per le diversità è un’altra cosa. Va promossa ma  seguendo altre strade.

7. Tutela dell’ambiente, promozione del territorio e delle forme di vita in esso presenti.

Promozione dell’economia circolare.

 Attivazione di un dialogo fra i cittadini e le istituzioni.

Costituzione di una “città nella città” a misura  di bambino e adolescente.

Recuperare da un punto di vista turistico la prima montagna  favorendo i collegamenti con la città ed istituendo corse di mezzi pubblici, in modo da renderle facilmente fruibili da chi voglia concedersi una passeggiate nel verde anche nei giorni festivi. 

Sponsorizzare e favorire eventi di natura simile a quella di Valdisgrana, il percorso che si svolge ogni anno a metà Giugno a Valdibrana.  promuovendo nuovi percorsi di camminate enogastronomiche che attraversino altre zone della città, anche periferiche o di campagna, in modo da abituare la cittadinanza all’accoglienza ed alla conoscenza dei diversi quartieri ed aree che insistono nel territorio comunale. Tali percorsi dovrebbero promuovere la conoscenza del territorio e delle aziende locali, coniugando cultura, socialità e la promozione dell’artigianato indigeno. 

Estendere in modo significativo la  pedonalizzazione del centro storico, con la contemporanea istituzione di un collegamento gratuito e frequente con i parcheggi scambiatori. L’attuale sistema è inefficiente e non è attraente per chi si muove per andare in centro. I mezzi pubblici devono essere più comodi, veloci ed economici del trasporto privato, altrimenti i cittadini semplicemente li ignorano. La linea ferroviaria che corre da Capostrada  alla stazione puo’ e deve essere utilizzata come metropolitana di superficie.

8. Mobilità urbana sostenibile

Realizzazione di una pista ciclopedonale sull’argine del fiume Ombrone che vada senza soluzione di continuità da Capostrada a Bottegone

Coinvolgimento della cittadinanza nella cura e riqualificazione degli spazi urbani

Il dialogo tra la pubblica amministrazione e la cittadinanza è un punto chiave per dare vita a nuove strategie che permettano al cittadino di sentirsi partecipe della vita del suo Comune. Per questo stiamo pensando a un piano di Sicurezza Urbana Integrata, in cui i cittadini, prendendosi cura degli spazi del proprio quartiere, lo tengono vivo e soprattutto vivibile, diminuendo così le occasioni di degrado e piccola criminalità. Non ha senso investire risorse per un controllo “militare” delle zone più difficili, quando i cittadini stessi, avendo piacere a vivere il proprio quartiere, collettivamente ne hanno riguardo, disincentivando pratiche incivili, volte a disturbare o deturpare spazi comuni.

Contrasto alla cementificazione, alla privatizzazione dell’acqua, all’elettromagnetismo, all’aria insalubre, all’utilizzo di energie non sostenibili, e garanzia di una sufficiente quantità di cibo sano e vario per ogni cittadino.

9. La cultura al primo posto, il Festival del Nuovo Mondo

Pistoia è stata meritatamente la città della cultura nel 2017.  Pensiamo che la valorizzazione della cultura possa e  debba essere un tratto distintivo di Pistoia.

Ci sono tante aree di pregio che potrebbero essere recuperate e riportate a nuova bellezza, rendendo al tempo stesso delle “fabbriche” di cultura:

Le Villa Sbertoli, l’area del Ceppo così come il Dano e numerose altre zone dismesse devono essere recuperate in vista di un progetto coerente ed integrato di promozione culturale. E’ necessario uscire dal tunnel del pensiero unico che si sta affermando e creare nuovi spazi di condivisione e confronto. 

Il festival blues ha perso la sua anima ed i nuovi fondi in arrivo da Roma serviranno a mantenere in piedi la sua ossatura senza che sia emersa la volontà di arricchirlo di nuovi contenuti e di nuova passione. E’ diventato un’occasione di divertimento che non ha più molto legame con il tempo che stiamo vivendo e le sue sfide. Non è tanto urgente il fatto di rottamare il blues quanto piuttosto la creazione di nuove occasioni di crescita culturale.

 E’ urgente favorire una presa di coscienza dei cittadini sulle contraddizioni laceranti del nostro tempo, ed indicare nuove strade possibili che divergano dai tracciati disegnati dalle elites globaliste e transumaniste.

Proponiamo per Pistoia un Festival del Nuovo Mondo, e lo immaginiamo come un appuntamento fisso annuale da svolgersi nel primo autunno di ogni anno.

Si dibatteranno tematiche come:

  • la monete complementare di proprietà del cittadino
  • le comunità energetiche e le rinnovabili per una nuova democrazia energetica
  • gestione dei rifiuti verso l’obiettivo del rifiuti zero
  • arti visive e nuovo rinascimento, ritorno alla cultura del bello ed a canoni estetici fondato su armonia
  • discipline olistiche: verso una pari dignità di tutte le forme di cura e di benessere per la persona umana
  • la cultura del verde. la natura come nostra casa. sperimentare nuove forme di coltivazione e coltura innocue e rispettose dell’ambiente. 

Il festival si svolgerà nell’arco di una settimana, tracciando un cammino che continuerà nel corso dell’anno. Ogni tema diverso  troverà la sua casa ed il suo laboratorio alchemico  in un luogo specifico, con il coinvolgimento delle scuole, di professionisti e cittadini in un percorso di crescita di un nuova consapevolezza e di un nuovo paradigma con l’uomo al centro, per una società più misurata ed armonica, in una parola : rispettosa della vita.

Questo percorso è inteso come un percorso concreto, che debba favorire non solo un’azione culturale ma anche occupazione e valorizzazione delle risorse del territorio. 

Per fare un esempio concreto, ad esempio sulla moneta concreta.

Nella settimana del festival si parla della moneta a credito e dell’inganno della moneta a debito. Terminato il festival, i cittadini continueranno il percorso in un luogo specifico, che potrebbe essere, ipotizziamo,  uno spazio recuperato in uno degli spazi sfitti lasciati da una delle tante banche che hanno chiusi gli sportelli. In quel luogo i cittadini andranno a prendere la moneta complementare ed a regolare la burocrazia relativa. Oltre alla dimensione pratica, continuerà un percorso di consapevolezza per radicare l’uso della moneta a credito. Per arrivare l’autunno successivo all’appuntamento del festival, per  presentare i frutti raccolti e rilanciare nuove sfide.

Un percorso  concreto e visionario al tempo stesso, complementare al festival dei dialoghi sull’uomo che al momento ha un taglio molto speculativo e che è poco stimolante, non offre soluzioni creative. Ci fosse modo di dare una spolverata anche al festival dei Dialoghi sull’uomo ne saremmo molto felici. Un po’ meno salotto letterario ed un po’ di più agorà e fucina di nuovi  futuri.

La cultura deve essere il perno su cui riqualificare sia il centro che la periferia, deve essere un generatore di lavoro, ed un modo per dare una nuova destinazione ai tanti locali che risultano oggi sfitti a causa delle crisi del commercio. Non è accettabile che il centro storico si sia popolato solo di ristoranti, ci deve essere una maggiore diversificazione in modo da attrarre non solo le persone che escono per mangiare fuori. 

In sintesi proponiamo Pistoia come un laboratorio per il Nuovo Mondo, uno spazio in cui possa prendere forma e realizzarsi un nuovo paradigma di vita sociale e di rispetto per la vita, attraverso un percorso partecipato di rieducazione alla vita, per dimostrare in pratica come si puo’ progredire e crescere anche senza rendere ossequio  ai dettami dell’agenda ONU o ai desiderata dei signori di Davos. Un nuovo rinascimento sociale ed economico che non possiamo più rimandare e che ci farà superare la paura verso il nuovo che attanaglia le nostre coscienze. E’ la paura del nuovo e l’attaccamento al vecchio che ha indotto  tanti cittadini pistoiesi a rinunciare alla dignità della libera scelta per chinare il capo ai nuovi sacerdoti del dio vaccino. Disposti a  tutto  per non perdere quel pezzetto di mondo a cui erano abituati, visto come l’unico possibile. Un nuovo mondo è possibile e può essere realizzato ma è necessario lasciare la carcassa morente di un occidente in crisi di valori per tornare alla nostre radici più profonde, in una nuova sintesi tra Cristianesimo , Rinascimento ed una visione olistica  dell’uomo e dell’universo .

Il Partito 3V mette al centro il benessere umano come fondamento di una nuova ideologia politica, per un nuovo patto di lealtà con la vita. 

Provateci e votateci, la politica non è mai stata così bella.


Il partito politico 3V opera con il solo intento di perseguire il bene comune, cioè il benessere di tutti i cittadini, in armonia con l’ambiente e con ogni forma di vita. Leggi la nostra visione